Italia, il ct Antonio Conte ha al momento due obiettivi: vincere le prossime due partite per qualificarsi direttamente alla fase finale di Euro 2016, e creare una Nazionale che sia in grado di riprendersi dopo la brutta delusione del Campionato del Mondo del 2014.

Creare una Nazionale italiana forte non è però un compito semplice, soprattutto perché negli ultimi anni il numero di italiani che giocano in Serie A è diminuito molto.

Il problema dei pochi italiani in campo? E’ un ritornello che ci portiamo dietro da un po’ di tempo, dai tempi di Prandelli. E’ una situazione sotto gli occhi di tutti ma non possiamo ogni volta rimarcarla e creare un alibi. C’e’ questa situazione ma cerchiamo di lavorare e ottimizzare il prodotto sperando che in futuro – e qualche nuova regola e’ stata messa in atto – si possa fare qualcosa per far crescere il numero di italiani nelle squadre“.

Cosi’ il ct azzurro Antonio Conte, in conferenza stampa a Coverciano. “E’ una situazione che conosciamo ma mi interessa relativamente. Ho un gruppo di 40 calciatori, potrebbe aggregarsi qualcun altro, cerchiamo di ottimizzare quello che abbiamo e lavorare. Siamo attenti alle prestazioni di tutti e mi auguro che certi ragazzi siano impiegati con maggiore frequenza e siano convocabili. Jorginho? Lo stiamo seguendo, adesso puo’ giocare nella Nazionale italiana, mi auguro che se dovessi un domani chiamarlo non ci sia un altro scandalo“.

Parlando della sua nazionale, Conte dichiara: “La squadra sta crescendo a livello di conoscenze calcistiche, mi sento di dire che oggi può interpretare bene due tipi di sistemi“. Ancora sui pochi italiani in campo in Serie. “Cerchiamo di lavorare e ottimizzare il prodotto sperando che in futuro con qualche nuova regola già messa in atto si possa fare crescere il numero di italiani nelle squadre“, prosegue.

Conte non si dice preoccupato delle difficoltà difensive della Juve, il cui blocco è anche quello dell’Italia. “Nessuno ha sottolineato che in azzurri abbiamo preso pochi gol. Mi auguro che il trend possa continuare ed essere più cinici e cattivi sotto porta“, la replica.

Per Conte il “calcio è fatto di intensità sia in fase di possesso che non possesso, cerco sempre di trasferire questo concetto alla mia squadra“. Infine sulla sfida contro la Norvegia all’Olimpico. “Non spetta a me dire se potrà diventare la casa dell’Italia. L’Olimpico è uno stadio pieno di fascino, ma mi auguro ci sia una grande risposta del pubblico: una cosa è giocare in uno stadio pieno e una cosa in uno semi deserto“.