Malagò: “Favorevole a capitali stranieri nel calcio”. Il mondo nel calcio ormai da qualche anno sta cambiando in maniera decisa rispetto al passato e anche in Italia sta crescendo il numero di imprenditori stranieri che scelgono di investire in un nostro club, anche se c’è la consapevolezza di come siano necessario non restare mai fermi per essere davvero competitivi. Anche il Milan si sta ormai muovendo per seguire questa nuova “tendenza”, anche se il closing con Bee Taechaubol, che punta ad acquisire il 48% di quote della società di via Aldo Rossi, è stato rinviato di qualche settimana.

Su questo fenomeno ha così voluto esprimersi anche il presidente del CONI Giovanni Malagò, che sembra essere bendisposto nei confronti di quanto sta accadendo ritenendolo uno dei modi indispensabili per far tornare le nostre squadre competitive anche all’estero: “Sono sempre stato favorevole all’idea di attrarre investimenti e capitali stranieri nel mondo dello sport” – ha detto parlando con i cronisti a margine di un incontro tra i fondi sovrani stranieri, riuniti oggi a Expo.

Proprio il problema dei fondi nel mondo del calcio, dove gli interessi milionari sono sempre maggiori, non può più essere sottovalutato, ma anche questo per Malagò è un aspetto che può avere una rilevanza positiva: “E’ un mondo che non si può non tenere in considerazione. Il calcio è un catalizzatore di investimenti, ma non solo perché c’è anche l’impiantistica – ha detto il numero uno dello sport italiano.

Malagò ha poi voluto concludere la sua analisi sottolineando la crescita del numero di investitori stranieri nel calcio italiano in cui il Milan è solo l’ultimo esempio: “E’ chiaramente un bene la scelta di alcuni investitori di entrare. Lo dissi quando la famiglia Pallotta ha rilevato la Roma”, concetto poi ribadito quando è stata l’Inter a passare in mani straniere: “Spesso più che alternative, sono le migliori soluzioni possibili“. Non resta quindi che attendere se anche in casa rossonera la mossa di cedere una quota di minoranza del club possa servire davvero a rendere di nuovo la squadra competitiva.

 

 

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