Calcio femminile, un argomento importante, un settore dello sport più seguito al mondo, che il numero uno della Figc, Carlo Tavecchio, sta cercando di far emergere per ottenere col tempo, quasi la stessa importanza del calcio maschile. Prima però sarà fondamentale scongiurare lo sciopero che tutto il settore vuole attuare e trovare delle contromosse atte a risolvere i problemi economici che attanagliano le società che militano in questi campionati.

Uno sciopero del calcio femminile? Noi abbiamo fatto iniziative al massimo della nostra portata e oggi ho convocato per martedì prossimo l’Esecutivo del consiglio federale per lo sviluppo del calcio femminile che darà degli indirizzi strategici“. Lo ha detto il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, in merito alla minaccia dell’Aic di non far partire la Serie A femminile.

Dobbiamo metterci in testa una cosa – ha aggiunto a margine della presentazione del trofeo Wojtyla –: le 12 societa’ di serie A hanno grandissimi problemi economici per organizzare i campionati e per essere sul mercato con dignita’. Se non c’e’ l’apparentamento attraverso le societa’ professionistiche, come hanno fatto Fiorentina, Lazio e altre squadre, non vedo alternative reali di cambiamento“.

Il n.1 di via Allegri ha parlato poi della “mediaticita’” del movimento. “Se nessuna tv italiana si dimostra interessata io che ci posso fare? Io mi sono impegnato a trovare uno sponsor per l’Aia ma risulta difficile trovare uno sponsor per il femminile – ha ricordato Tavecchio -. La Lega dilettanti prevede la mutualità come contributo per le attività e per farle iscrivere, solo quest’anno sono stati stanziati 5mila euro a società. La federazione finanzia quasi 3 milioni l’anno per le nazionali e le attivita’ del calcio femminile. Vogliono togliere le nazionali e dare i soldi alle societa’? Bisogna stabilire giuridicamente come possiamo darli, visto che i soldi la federazione non può assegnarli alle societa’ per fare il campionato“.