Calcio femminile, un settore che nel panorama calcistico italiano è sempre stato preso sotto gamba. Le cose però a quanto pare, sembra che stiano cambiando anche se la strada che porta al successo è ancora lunga e tortuosa.

L’attenzione verso il calcio femminile nel nostro Paese non è mai stata così alta e non dobbiamo disperdere questo patrimonio. Stiamo lavorando nella direzione giusta e continueremo a farlo realizzando cose concrete che fino a qualche tempo fa sembravano solo utopia: al fatto che i club maschili di Serie A svolgessero attività femminile infatti sembrava crederci solo il sottoscritto, invece adesso è realtà“. Lo afferma il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, dopo l’annuncio dell’Aic, che in un comunicato ha minacciato il blocco del campionato della serie A femminile da parte delle calciatrici “qualora i problemi che attanagliano questo movimento non dovessero essere risolti“.

I progetti della Figc per lo sviluppo del calcio femminile in Italia hanno avviato un’evidente crescita del movimento sia a livello giovanile che dilettantistico, favorendo inoltre, per la prima volta, un impegno diretto da parte dei club professionisti, spiega la Federcalcio. Queste riforme stanno contribuendo, insieme all’attività delle Nazionali, ad allargare la base delle praticanti ed a favorire un’aumentata attenzione da parte dei Media e dell’opinione pubblica nei confronti del settore, come si è riscontrato ad esempio venerdì scorso in occasione della gara Italia-Georgia valida per le qualificazioni europee 2017.

Nel dettaglio, è opportuno ricordare i risultati già raggiunti grazie al programma di sviluppo del calcio femminile ideato dalla Federcalcio, seguendo l’impulso del presidente Tavecchio. E’ stata innanzitutto creata una struttura completamente dedicata al calcio Femminile all’interno dell’Area Sviluppo.

Il segnale di discontinuità ha generato modifiche normative fortemente impattanti quali l’obbligo di istituire una sezione di calcio femminile all’interno di ogni Club di Serie A e B (da quest’anno è obbligatorio il tesseramento di almeno 20 calciatrici under 12 fino ad arrivare entro 3 anni alla creazione di squadre giovanissime ed allieve) e successivamente di Lega Pro e Serie D, per un totale di 258 squadre con la riforma a regime; l’introduzione della possibilità di trasferimento del titolo sportivo, che ha permesso alla Fiorentina e alla Lazio di acquisire società femminili ed a tanti altri Club di avviare un percorso di collaborazione con i club dilettantistici già esistenti.

All’interno del Club Italia, è stata affidato ad Antonio Cabrini il ruolo di coordinatore tecnico di tutte le selezioni Azzurre, aumentate di due unità con la creazione dell’Under 23 e dell’Under 16. Sono stati inoltre potenziati gli staff delle Nazionali Femminili, allineandoli agli standard previsti per quelle Maschili. A gennaio 2015 è stata costituita la Nazionale di calcio a 5 Femminile, che nella sua prima uscita a Roma ha registrato un notevole successo di pubblico (circa 5000 spettatori al Foro Italico).

Di fronte alla crisi economica che ha ripercussioni anche sulle società femminili, grazie all’intervento della Lega Nazionale Dilettanti, si è operato per dare contributi economici al fine di permettere ai club di continuare l’attività.

La Federazione, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia ed il Sassuolo, organizzerà nel maggio 2016 la finale della UEFA Women’s Champions League, un evento che contribuirà positivamente in termini di visibilità e crescita del movimento. Sono stati promossi a livello territoriale dal Settore Giovanile e Scolastico progetti per il reclutamento di nuove tesserate su base provinciale.

Per dare ulteriore impulso al calciofemminile, dopo la Commissione Federale già attiva, lo scorso 31 agosto è stato istituito l’Esecutivo per lo sviluppo del calcio femminile che, integrato successivamente anche con i rappresentanti di Lega di Serie A e Lega Pro, ha il compito di delineare le strategie per il prossimo futuro e sta già lavorando con l’obiettivo di creare maggiore sinergia tra le varie realtà in campo.

Il lavoro intrapreso in questi mesi, solo attraverso il coinvolgimento di tutte le componenti, potrà dare nuovo slancio al sistema. Per questo, pur rispettando le esigenze avanzate dalle diverse componenti federali, appare poco comprensibile la possibilità di bloccare i campionati femminili paventata oggi dall’AIC.