L’Arsenal Holdings plc, controllante del club londinese, ha pubblicato i risultati economici al 31 maggio 2015. E sono numeri positivi per i Gunners, che oltre ad essersi aggiudicati sul campo la seconda Fa Cup consecutiva, hanno chiuso la stagione con segno positivo.

Il balance sheet dell’Arsenal Holding registra per il solo club un utile ante imposte di 11,4 milioni di sterline, contro un valore di 3,8 milioni del precedente bilancio. Il fatturato totale del gruppo ammonta a 344,5 milioni di sterline, ai quali il club contribuisce con 329,3 milioni di sterline, contro i 298 milioni dell’anno precedente. Un risultato ottenuto grazie alla parte commerciale, in crescita come vedremo. I costi del club ammontano a 264,1 milioni di sterline. 

Per la prima volta, i ricavi commerciali superano i 100 milioni

Come detto, i ricavi del club sono in crescita. Un trend positivo spiegato nel report finanziario da Sir Chips Keswick, chairman del club: “La principale causa dell’aumento dei nostri ricavi è data dai progressi della nostra parte commerciale. Tali ricavi, per la prima volta, hanno sorpassato il limite dei 100 milioni di sterline. Abbiamo aggiunto un grande numero di partner al club e il nostro comparto retail ha vissuto un’annata record. Inoltre, parte del”incremento è dovuto al primo anno del nuovo accordo con Puma“.

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Bilancio Arsenal, l’armoury Store dell’Emirates, di recente rimodellato per l’accordo con Puma

Nel dettaglio dei ricavi, quelli commerciali sono arrivati quindi alla somma record di 103,3 milioni di sterline, contro i 77,2 milioni del 2013/14. Un valore superiore a quello dei ricavi da matchday, arrivati a 100,4 milioni e di fatto invariato rispetto ai 100,2 dell’anno precedente. Il tutto grazie anche all’accordo con la Puma, che ha previsto un re-fit dell’Armoury Store all’Emirates Stadium e una generale riorganizzazione dei sistemi di vendita via e-commerce. I ricavi da retail e licensing sono passati da 17,9 milioni a 24,6; mentre quelli commerciali da 59,2 a 78,6 milioni.

Nel bouquet degli sponsor del club, in particolare, sono entrati nell’ultima stagione partner come Markets.com, Capital Bank, Betfair, Duchamp, DJI Holdings e Indosat. Come sottolinea il report finanziario, attualmente sono 27 le aziende che sostengono il club. Un numero destinato ad aumentare, con l’apertura di un ufficio di rappresentanza del club a Singapore.

I ricavi da stadio, nonostante abbiano raggiunto il massimo livello del 2014/15, sono stati soppiantati sia da quelli commerciali che da quelli da broadcasting. Questi ultimi hanno raggiunto la cifra di 124,8 milioni di sterline, contro i 120,8 dell’anno prima. Come segnala il club attravesro il report finanziario, ci si aspetta che tale cifra sia destinata a crescere, grazie sia al nuovo contratto di broadcasting che vede coinvolta la vendita dei diritti tv della Premier League, sia al ciclo triennale Uefa che vedrà aumentare i ricavi da market pool (in generale i soldi distribuiti ai club fino al 2018 aumenteranno del 25% rispetto al 2012/15).

In totale, il fatturato della controllante Arsenal Holdings plc ammonta a 344 milioni di sterline: ai risultati della parte sportiva vanno aggiunti 15 milioni di sterline ricavati da alcune operazioni immobiliari.

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Bilancio Arsenal, i ricavi totali della holding controllante del club, inclusi i profitti da vendite immobiliari

Aumentano i costi per la rosa

Se l’ultima finestra di mercato non è stata particolarmente esaltante per i tifosi dei Gunners, che hanno visto il club non granché attivo del trading player, la scorsa stagione ha visto al contrario l’Arsenal compiere diverse operazioni per un totale di 114 milioni di sterline. Il tutto anche per l’arrivo di giocatori come Alexis Sanchez, Calum Chambers, Danny Welbeck e Gabriel. Tra entrate ed uscite, è stato fatto registrare un profitto dal sale of player registration per 28,9 milioni di sterline, contro i 6,9 milioni del 2014.

Ma in totale, il mercato ha portato un risultato negativo di 25,6 milioni di sterline. Ai 28,9 milioni di profitti dal mercato vanno aggiunti i maggiori costi per ammortamenti (54,4 milioni contro i 40 dell’anno prima) e le fees per i prestiti di altri giocatori.

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Bilancio Arsenal, i risultati della parte sportiva del 2014

Da registrare, gli aumentare i costi per stipendi da 166,4 milioni a 192,2 milioni, con un’incisione del 58,4% sul fatturato. Non solo per il mercato, ma anche per l’estensione di alcuni contratti: Chuba Akpom, Mikel Arteta, Hector Bellerin, Santi Cazorla, Francis Coquelin, Olivier Giroud, Alex Iwobi, Carl Jenkinson, Jon Toral e Theo Walcott hanno tutti prolungato i loro precedenti accordi con il club. A questi vanno aggiunti i bonus che il club paga ai giocatori per il raggiungimento della qualificazione in Champions League.

I costi totali per il gruppo ammontano a 264,1 milioni di sterline, tra i 192,2 per la rosa egli altri 71,9 segnati sotto la voce altri costi. Un valore in aumento rispetto ai 236,1 del 2013/14: 28 milioni in più, con una crescita dell’11,9%.

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