Lippi, ex ct dell’Italia ed ex allenatore della Juventus, sa fin troppo bene come si fa a costruire una squadra vincente e capace di sopperire alla mancanza di grandi giocatori come Pirlo, Vidal e Tevez.

Chi pensa a una Juve appagata o in crisi commette un errore clamoroso. Lotterà fino all’ultimo per vincere il quinto scudetto consecutivo“. Sembra esser molto sicuro l’ex condottiero bianconero Marcello Lippi in una lunga intervista concessa a ‘La Gazzetta dello Sport’.

Lippi non mette in dubbio la pesantezza di alcune partenze, “ma lo zoccolo duro – afferma – è rimasto. Buffon, Bonucci, Chiellini, Barzagli, Marchisio aiuteranno i nuovi. I risultati delle prime due partite non vanno presi sul serio. Senza Khedira, Marchisio, Morata non era la vera Juve. La squadra è forte. Hernanes può funzionare, Dybala è un grande talento, di Alex Sandro me ne parlano bene“.

Per Marcello Lippi, Allegri dovrà puntare sullo zoccolo duro e sulla voglia dei nuovi calciatori di far bene con la Juventus sin dall’inizio. Per lo scudetto la grande rivale dei bianconeri, secondo l’ex Ct azzurro, sarà la Roma, quasi alla pari: “La società giallorossa ha piazzato due-tre colpi importanti. Dzeko è la prima punta che serviva. E sono rimasto incantato dalla facilità con la quale si è inserito Digne. Che personalità“.

Lippi parla poi del fino ad ora nullo impiego di Francesco Totti da parte di Rudi Garcia: “Totti non può giocare sempre, e lui da persona intelligente lo sa benissimo, ma non può neppure saltare 4-5 gare di fila. La Roma gli deve garantire spazio, che non mancherà tra campionato e Champions. Juve e Roma non sono state fortunate nel sorteggio ma andranno avanti. Mi aspetto una grande prova dei bianconeri contro il City”.

Tra la Juventus e la Roma, nella lotta per lo scudetto si inseriscono anche le due milanesi, uscite rafforzare dall’ultima sessione di calciomercato. Proprio su Inter e Milan, Marcello Lippi ha detto: “Dopo quello che hanno speso sono per forza in seconda fila – argomenta -, il derby forse arriva troppo presto. Ma il fatto di avere squadre ancora da costruire può diventare un buon alibi in caso di sconfitta“.