Immaginate uno stadio ultramoderno, il più moderno al mondo. Tetto retrattile, campo in erba estraibile fuori dall’impianto. Magari costruito su un’isola e progettato da un’archistar di fama mondiale. A San Pietroburgo, città fondata dallo Zar Pietro il Grande e per decenni capitale dell’Impero, un impianto così lo immaginano da anni. Dal 2006, anno in cui il cantiere della Zenit Arena è stato aperto. Lo immaginano guardando i pilastri e l’enorme scheletro dello stadio che dovrà ospitare il match d’apertura dei Mondiali di calcio del 2018. Lo immaginano e basta, perché da quasi 10 anni aspettano che l’opera possa essere conclusa.

Nel luglio 2016 a San Pietroburgo smetteranno però di sognare. Fra pochi mesi, si troveranno davanti quella che con ogni probabilità sarà lo stadio di calcio più costoso al mondo. Una recente visita tecnica della Fifa ha potuto osservare con ammirazione i grandi passi avanti compiuti nel cantiere dell’isola Krestovsky, dove sono arrivati sulle tribune persino i seggiolini, pronti per essere montati.

zenit arena petrovsky stadio
Lo stadio Petrovsky, impianto che verrà sostituito dalla Zenit Arena

L’Arena sarà uno degli stadi più importanti del prossimo Mondiale: a Russia 2018 la prima partita di fronte al pubblico di casa e soprattutto a Vladimir Putin – tifosissimo dello Zenit, posseduta dalla Gazprom, azienda energetica di Stato – verrà giocata in un impianto che sta costando all’organizzazione del torneo quasi 1 miliardo di euro.

La storia travagliata di un progetto

La storia della Zenit Arena risale alla prima metà degli anni Duemila quando lo Zenit, alimentato dai rubli del gas della Gazprom, stava diventando un club sempre più desideroso di ritagliarsi il proprio spazio in Russina Premier League e quindi in Europa. Nel 2006 aprì dunque il cantiere del nuovo stadio, nel tentativo di dotare la squadra di un impianto moderno e in grado di accompagnare la voglia di grandeur del club tifato da Putin. Una spesa giustificata da successi inanellati dallo Zenit, che dopo un solo campionato sovietico nel 1984, ha ottenuto la vittoria della nuova Russian Premier League per altre 4 volte tra il 2007 e il 2015, oltre alla vittoria di Coppa Uefa e Supercoppa Europea nel 2008.

Per far capire quanto fosse importante, il progetto era stato affidato all’architetto giapponese Kisho Kurokawa. Una vera e propria autorità in materia. Riconosciuto come una delle più grandi archistar al mondo, Kurokawa ha fatto parte di quella generazione di architetti che nel Giappone del dopoguerra hanno dato vita al movimento Metaborizumu, che proponeva una progettazione di megastrutture adatta alla società in continua trasformazione. Da architetto “di casa”, Kurokawa ha progettato lo stadio di Oita, usato per i Mondiali di calcio del 2002 (e dove l’Italia pareggiò in quel torneo con il Messico).

Kurokawa è morto nel 2007, perdendosi così le continue modifiche apportate al progetto. Pensato con un tetto retrattile (come già l’Amsterdam Arena dell’Ajax, per fare un esempio europeo) e con il campo in erba estraibile dall’impianto (sul modello di un altro stadio giapponese, il Sapporo Dome), lo stadio ha visto più volte subìre delle modifiche per la complessità dell’opera stessa. Con un doppio effetto negativo. Il primo: alcune parti dello stadio sono state ritenute praticamente vecchie già dopo qualche mese dalla loro realizzazione. La struttura, pianificata per ospitare 62mila persone, ha inoltre dovuto essere riprogettata, visto che la Fifa impone un minimo di 68mila persone per uno stadio che ospita una semifinale del Mondiale. Inoltre, come ricorda il sito specializzato Nogometni, il tetto retrattile è stato escluso dal disegno finale: la copertura in vetro si è dimostrata poco adatta a resistere al “Generale Inverno” russo.

zenit arena s.pietroburgo
La vista aerea del cantiere della Zenit Arena
zenit arena rendering
Come sarà la Zenit Arena (Foto fc-zenit.ru)

Il secondo: l’innalzamento dei costi. Inizialmente, per l’opera si sarebbe dovuto sborsare l’importo complessivo di 104 milioni di euro, diventati 547 milioni nel gennaio 2014 ed ora lievitati fino a 900 milioni di euro a metà del 2015, con subappaltatori che ne hanno approfittato per far aumentare alcuni lavori fino a un valore di 16 milioni di dollari, come svelato dal Guardian. Si stima che il costo complessivo dell’impianto arrivi a un toltale di 1,1 miliardo di euro.

La spesa per Russia 2018 e le condizioni degli operai

Questo farebbe della Zenit Arena lo stadio di calcio più costoso al mondo, nel caso la stima finale venga rispettata. Attualmente, lo stadio più costoso resta il nuovo Wembley, per la cui costrizione sono stati sborsati 986 milioni di euro, appena 86 in più del Manè Garrincha costruito a Brasilia per il Mondiale 2014 e finito al centro di numerose polemiche come altri impianti brasiliani. La spesa per la Zenit Arena contribuirà a fare del Mondiale 2018 – in attesa delle “follie” degli arabi per Qatar 2022 – il più costoso della storia. Per il quale, secondo le stime di Business Insider, si parla di un budget che si è alzato a 12 miliardi di dollari: briciole, rispetto ai 51 spesi per i Giochi invernali di Sochii 2014.

Eppure, secondo una recente inchiesta del Guardian, non ci sono i soldi per pagare tutti gli operai del cantiere. Dove si lavora giorno e notte per consegnare alla Russia un impianto ultramoderno. Attualmente, sono diversi gli operai in attesa di ricevere stipendi arretrati per 14mila rubli, corrispondenti a 183mila euro. Attualmente sono 2000 i lavoratori impiegati, con turni fino a 15 ore giornaliere e solo le domeniche libere: bisogna consegnare l’opera per maggio 2016, un anno prima dell’inizio della Confederations Cup, prova generale del Mondiale. Gli operai vivono in dormitori sul posto  e c’è in media una toilette per ogni 40 lavoratori. Il lavoro non manca. Nel frattempo, lo Zenit sta impiegando altri lavoratori per un secondo stadio. Visti i forti ritardi della Zenit Arena, il club si è impegnato nella realizzazione di un impianto più piccolo, da circa 25mila posti, che ospiterà il club in attesa del nuovo impianto.

PrecedenteSerie A, Kimbo premium sponsor di 15 squadre
SuccessivoEmergenza migranti, Porto propone donazione dai biglietti Champions
Classe 1984. Siciliano di nascita, romagnolo d’adozione, giornalista sportivo per vocazione. Tanta stampa locale (Corriere di Romagna, Resto del Carlino), poi il salto a Milano: master “Tobagi”, Sky.it, Libero, Linkiesta, Pagina99.