Riforma dei campionati, Tavecchio: "Servono almeno 2 anni"

“Per fare la riforma dei campionati serve la maggioranza di 3/4 del Consiglio Federale. Abbiamo aperto il fronte delle trattative e sarà fondamentale trovare un accordo sul cosidetto paracadute in…

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“Per fare la riforma dei campionati serve la maggioranza di 3/4 del Consiglio Federale. Abbiamo aperto il fronte delle trattative e sarà fondamentale trovare un accordo sul cosidetto paracadute in caso di retrocessione. In ogni caso la riforma ha bisogno di almeno un biennio per essere realizzata”. Il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, torna a parlare della riforma di campionati, ai microfoni di Radio Anch’io lo Sport su Radio1 Rai.

“Il futuro deve essere concordato con le Leghe – spiega il numero uno del calcio italiano -. Abbiamo l’obiettivo di incontrarci già a settembre per portare a regime questa situazione. Abbiamo un alleato, che è l’economia, perché la riforma si farà da sola, se si rispettano le regole. Ad esempio in Lega Pro, bloccando i ripescaggi, già si scende a 54 squadre. Il futuro della Lega di A e di B è legato alla gestione amministrativa, che non può non essere considerata. Le entrate e le uscite dovranno essere chiare, non possiamo pensare che ci siano situazioni dove il passivo non venga integrato i ricavi”.

“La magistratura è indipendente sia quella ordinaria sia quella sportiva. Non conosco le carte ma mi fido del sistema che ha persone che lavorano alacremente senza rimborsi, notte e giorno”. Queste le parole del presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, in merito alle sentenze di primo grado sul calcioscommesse che hanno retrocesso in Lega Pro il Catania e in serie D Teramo e Savona.

“Voglio anche dire che il calcio italiano è pervaso da questa situazione da oltre trent’anni – aggiunge il numero uno del calcio italiano ai microfoni di Radio Anch’io lo Sport su Radio1 Rai -, la questione fondamentale è che questo Paese ha una notevole predisposizione a delinquere”.

“In ogni caso sul calcioscommesse siamo sul pezzo. Abbiamo fatto la proposta di tre procure: una al nord, una al centro e una al sud per i dilettanti che toglieranno la maggior parte delle pronunce da fare in un anno. Avranno solo casi particolari e meno problemi di celerità”, conclude Tavecchio.