L’Arcidiocesi è “completamente estranea” alla sponsorizzazione del Bologna calcio e “affermare che essa ha versato denaro per realizzarla è del tutto falso e calunnioso. L’aumento drammatico dei poveri e delle famiglie in difficoltà pone l’Arcidiocesi e l’Arcivescovo di fronte a ben altre urgenze”.

Lo ha dichiarato il cardinale Carlo Caffarra a ‘Bologna sette’, il supplemento domenicale ad Avvenire, dopo che la Faac – multinazionale leader nelle automazioni per cancello, lasciata in eredità alla Curia dopo la morte nel 2012 del proprietario Michelangelo Manini – è diventata ‘main sponsor’ del Bologna per la stagione di serie A 2015-2016, per una cifra fissa di 500 mila euro che, in base ai risultati della squadra, può dilatarsi oltre il milione.

“La sponsorizzazione di una società di calcio da parte della Faac – afferma l’arcivescovo – è una decisione che attiene a legittime e autonome scelte di marketing aziendale, sulle quali la proprietà, l’Arcidiocesi di Bologna, non intende intervenire. Come è noto, la pubblicità aziendale è un atto concordato e definito contrattualmente tra le parti interessate ed è assunto nell’ambito delle specifiche competenze dei rispettivi management. L’Arcidiocesi pertanto è completamente estranea alla predetta operazione”.

La Faac rappresenta un Gruppo industriale internazionale con più di 1.850 dipendenti diretti, 16 siti produttivi nel mondo e 30 filiali distributive estere nei cinque continenti.

Una precisazione doverosa, quella dell’Arcidiocesi di Bologna, evidentemente infastidita dagli accostamenti che – a volte – non definiscono con chiarezza i rapporti in essere tra le due aziende.

Giusto quindi ricordare che l’attuale gestione di Faac è in capo a un Trust costituito alla fine di maggio a Milano che – come riportato da Il Sole 24 Ore – era stato ratificato nello studio del notaio Piergaetano Marchetti alla presenza dell’arcivescovo Caffarra dopo la liquidazione dell’ex socio di minoranza Somfy”.

Con la costituzione del Trust, l’arcidiocesi rimane beneficiaria dei dividendi, ma affida la nuda proprietà, le azioni e il diritto di voto ai componenti dello stesso Trust, che ha durata trentennale.

I ‘trustee’ che lo compongono sono l’attuale presidente di Faac, l’avvocato Andrea Moschetti, l’avvocato Bruno Gattai, che aveva seguito cause civili per conto della Faac e Giuseppe Berti, manager proveniente da Luxottica.

 

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