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Curia sponsor bologna L’azienda della Curia nuovo sponsor del Bologna. Nel calcio attuale i soldi sono un vero motore per poter essere competitivi ed è per questo che trovare sponsor redditizi è un elemento di rilievo che non può più essere sottovalutato. Proprio per questo stanno diventando sempre più frequenti i casi di contratti firmati dalle società che prevedono un introito fisso, ma che può crescere nel caso di raggiungimento di obiettivi prefissati. L’ultima partnership stabilita dal Bologna, tornato in Serie A con grandi aspettative nonostante la recente eliminazione dalla Coppa Italia, è però quanto meno curiosa: a comparire sulle maglie della formazione emiliana, infatti, sarà l’azienda della Curia.

Da oggi sarà quindi la Faac, colosso da 1,7 miliardi che opera nel ramo dei cancelli automatizzati, il nuovo main sponsor del Bologna presente sulle maglie della squadra che vedremo già domenica prossima all’esordio in campionato. L’azienda è la multinazionale della Curia ed è al centro di una complicatissima trafila giudiziaria dopo che l’imprenditore Michelangelo Mannini nel suo testamento decise proprio di lasciare tutto quello che aveva in eredità alla Chiesa bolognese.

Ancora non si conoscono informazioni precise sull’entità dell’accordo, ma maggiori informazioni saranno rese note giovedì prossimo, 20 agosto, in occasione di una conferenza che si terrà alle 11 dove sarà presente proprio il direttore di divisione Faac Simply Automatic Jacopo Malacarne (la sede si trova in via Benini 1 a Zola Predosa). Non mancheranno anche l’amministratore delegato del Bologna, Claudio Fenucci, e il responsabile marketing e commerciale del club, Christoph Winterling. Per la multinazionale di Zola, fondata nel 1965, si tratta di un debutto nel mondo del calcio con la consapevolezza che farsi conoscere in un settore che in Italia ha milioni di appassionati può essere un veicolo importante per farsi conoscere maggiormente.

Attualmente la Faac è sotto il controllo dell’arcivescovo di Bologna, cardinale Carlo Caffarra e questo sta quindi a significare che per la prima volta la Chiesa diventa sponsor di una società di calcio. Chissà se questo potrà servire a distendere gli animi in uno sport che regala certamente emozioni, ma dove troppo spesso la polemica non manca.

 

1 COMMENTO

  1. C’è un errore nel pezzo il direttore commerciale si chiama Christoph Winterling, non Joseph. Potete correggere grazie. Aldo

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