Prezzi abbonamenti serie A 2015-2016. Si va dai 75 euro per seguire l’Empoli in curva fino ai 4.600 per seguire il Milan nei posti migliori. Questo il divario dei prezzi degli abbonamenti in serie A in cui la Juventus è quella che ha il prezzo minimo inferiore mentre il Milan è quello con l’abbonamento più costoso.

In Italia l’abbonamento viene tradizionalmente offerto come “sconto” sul valore di tutte le partite stagionali. Uno sconto che nel tempo si è fatto sempre più forte. Fino a raggiungere anche il 70% del valore dei biglietti. Altrove (ad esempio in Inghilterra)  l’abbonamento viene visto come una garanzia del posto a prezzo fisso che pone il tifoso al riparo dagli inevitabili rialzi di prezzo che ci saranno durante il campionato.

serie a costo abbonamenti 2015 2016 parte 1

serie a costo abbonamenti 2015 2016 parte 2

Capita quindi che per vedere l’Empoli quest’anno un abbonato in curva spenderà, in pratica, meno di 4 euro a partita: 75 euro per 19 partite ovvero 3,95 euro a partita.

Interessante vedere anche la “forbice” tra gli abbonamenti più cari e quelli inferiori. La minore è del Chievo il cui abbonamento più caro costa 2,35 volte quello più economico. Segue la Juve: 3,49 volte. Le maggiori differenze a Empoli dove i posti migliori in tribuna costano ben 33,33 volte in più dell’economicissima curva. Seguono il Palermo a 25,33 e il Milan (che ha l’abbonamento in tribuna più caro di tutti) a 22,12.

curva juve

Perchè una tale differenza? L’impressione è che le società ragionino per consuetudine. Cercando di tenere i livelli non troppo distanti dagli anni precedenti. Ma i servizi giustificano un tale divario? Ognuno può dare una risposta in base alla propria esperienza, forse chi frequenta le tribune vip si sente particolarmente “coccolato”, di certo chi solitamente va in curva conosce situazioni ben diverse, dove ad esempio la ristorazione è per lo più scadente e carissima e i posti sono per lo più in piedi e non garantiti.

Di certo l’affluenza in calo, e il facile pronostico sulla prossima stagione con una ulteriore perdita che porterà la Serie A sotto le 20 mila presenze a partita impone un ripensamento.

Il problema sono gli impianti? Probabilmente si. Ma il livello di servizio (igiene, ristoro, merchandising) fa la sua parte. Forse in attesa di nuovi stadi che nella migliore delle ipotesi arriveranno tra non meno di 5 anni (ottimisticamente!) le società dovrebbero pensare immediatamente a rivedere le loro politiche di ospitalità.

Curva Sud, comunicato ufficiale

La Premier league, ad esempio, è un campionato carissimo (complessivamente si pagano non meno di 40 euro per una partita). Ma non lo è diventato dall’oggi al domani. Ed ha logiche di prezzo totalmente diverse.

Qualche esempio: l’Arsenal è la squadra più costosa, ma nel sontuoso Emirates il posto più popolare costa 1.035 sterline all’anno (1450 euro) e quello più caro 2.039 (2865). La differenza è poco meno del doppio perchè che tu vada in curva o in tribuna hai una serie di garanzie (il posto, la ristorazione, la pulizia) che – insieme all’alta domanda di tagliandi – giustificano il prezzo. Il Manchester City offre il tagliando più economico a 299 sterline (420 euro) ed ha anche il divario maggiore: i posti più cari sono venduti a 1.750 sterline (2460 euro) ovvero una differenza di circa 6 volte.

Nella maggior parte dei casi le differenze sono davvero minime: il Chelsea sta in una forbice 595-1250, lo United 532-950. Stupisce il Liverpool: 710-869. In altre parole una partita vista nel posto migliore di Anfield costa all’abbonato solo il 20% in più rispetto al posto peggiore dello stadio.

Chiaro che i prezzi sono frutto di una cultura consolidata e di un percorso di lungo periodo. Ma viene da chiedersi perchè le società italiane non scelgano finalmente di venire incontro ai loro tifosi offrendo prezzi diversi con l’obiettivo principale di tornare a riempire gli stadi alzando la qualità del servizio (e quindi gli introiti extra come il merchandising e la ristorazione). A quel punto, una volta creata una domanda che oggi non esiste, anche i rialzi di prezzo avrebbero un senso, anche perchè sarebbero più legati ad una offerta capace di andare incontro alla domanda.

Una cosa simile è successa alla Juventus. Con lo Stadium l’abbonamento meno costoso è a 430 euro ma la forbice col più caro si è ridotta a 3,49.

Ultimo dettaglio: la politica dei prezzi è stata anche una delle cause indirette che hanno aiutato a migliorare la sicurezza degli impianti e la cultura del pubblico. Non esiste zona dove non ci sia una offerta per under 16 o 18 (in ogni caso con un adulto al seguito), mentre in Italia per lo più le offerte per i minori vengono fatte solo nei settori “popolari”. C’è un fattore di educazione, di esempio e di emulazione da non trascurare. Tutti aspetti che la Serie A non ha mai nemmeno lontanamente affrontato.

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