Scandalo Catania, tutto è ancora in alto mare ed il rischio che il club etneo paghi più di tutti gli altri diventa sempre più grande.

Intanto, rimangono agli arresti domiciliari Fernando Arbotti, Piero Di Luzio ed Giovanni Luca Impellizzeri, Daniele Delli Carri e Fabrizio Milozzi, tra gli indagati nell’operazione “I treni del gol” che ha portato nel giugno scorso all’arresto, tra gli altri, del presidente del Catania Calcio Antonino Pulvirenti e l’ad Pablo Cosentino con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva.

L’indagine riguarda presunte compravendite di partite di Calcio di serie B per salvare il Catania dalla retrocessione. Il Tribunale del Riesame ha infatti rigettato i ricorsi di Arbotti, Di Luzio ed Impellizzeri. Delli Carri e Milozzi hanno rinunciato all’impugnazione. I giudici hanno confermato l’impianto dell’accusa con riferimento, in particolare, ai ruoli ricoperti nell’associazione per delinquere dei cinque indagati e da Pulvirenti e Cosentino.

Si profila quindi un agosto molto caldo per Pulvirenti ed il suo Catania che, dopo aver visto interrompersi le trattative per la cessione del club, dovrà comunque pensare a gestirlo magari proprio partendo da una categoria inferiore a quella cadetta.

Per la piega che ha preso l’inchiesta aperta dalla Procura di Catania, è pensabile che in tempi brevi si possa avere un responso preciso. A quel punto, toccherà a Pulvirenti, e a chi ne farà le veci, gestire un club che assiste al secondo anno di fila ad una retrocessione, e questa volta ottenuta certamente non per demeriti sportivi.

Dunque, presente e futuro incerto per il Catania Calcio e per gli indagati. Resta da valutare la decisione finale dei giudici sulla suddetta inchiesta. Intanto, non si può far altro che tentar di programmare una stagione calcistica che non nasce certamente sotto i migliori auspici.