doyen fifa bruxelles

Doyen fifa – Il Tribunale di prima istanza di Bruxelles – lo stesso che aveva decretato la sospensione della break even rule del FFP – ha respinto la domanda di Doyen Sport Investiment e del club belga di seconda divisione Seraing Unite contro la Fifa, la Uefa e la Federcalcio belga, per ottenere un’ingiunzione temporanea per sospendere l’attuazione del divieto a livello mondiale sulla proprietà di terze parti (le cosiddette Tpo).

Una decisione che ha lasciato soddisfatta la Fifa, che ha voluto esprimere la propria opinione sulla vicenda attraverso uno statement ufficiale. Ricordando prima di tutto che “Le condizioni del divieto sono contenute nell’articolo 18ter del Regolamento sullo status e sul trasferimento dei calciatori (RSTP), che è stato approvato dal Comitato Esecutivo Fifa nel dicembre 2014″.

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“Nella decisione presa venerdì 24 luglio 2015, il tribunale ha ritenuto che i ricorrenti non siano riusciti a dimostrare le loro accuse secondo cui dopo l’esame iniziale, il divieto avesse violato il diritto comunitario o fosse sproporzionato rispetto al raggiungimento dei legittimi obiettivi perseguiti con l’introduzione di questa nuova regolazione, come ad esempio la protezione dei giocatori e l’integrità del gioco“, spiega il comunicato del Governo mondiale del calcio.

“La Corte ha osservato che la FIFPro era intervenuta nel procedimento dalla parte degli imputati riferendosi alla specificità dello sport e agli argomenti presentati per giustificare l’imposizione del divieto, ritenendo che anche se l’attività di Tpo è di natura finanziaria, ha soprattutto conseguenze di natura puramente sportiva. La Fifa coglie l’occasione per ribadire la sua fiducia nella legittimità del divieto delle Tpo, che è indispensabile per preservare l’indipendenza dei club e giocatori e per garantire l’integrità delle gare”.

“Siamo molto fieri di quanto abbiamo raggiunto nel calcio finora. Il nostro supporto a numerosi club li ha aiutati a competere ai massimi livelli mondiali”, aveva spiegato all’Ansa Nelio Lucas, gestore del fondo Doyen, prima del giudizio di Bruxelles. Ad assistere il fondo c’è Jean Luis Dupont, lo stesso avvocato della sentenza Bosman e della battaglia ingaggiata contro il Fair Play Finanziario.