L’addio a Mario Mandzukic (finito alla Juventus per 19 milioni di euro) Joao Miranda (all’Inter per 12 milioni più bonus) e Toby Alderweild (al Tottenham per 13,8 milioni), che hanno fatto spazio all’arrivo del colombiano Jackson Martinez dal Porto (per 35 milioni di euro) si inquadrano, in casa dell’Atletico Madrid, in un più ampio piano di ristrutturazione, non solo tecnica, intrapreso dal club spagnolo dopo alcune stagioni vissute da protagonista.

Incassare con il player trading è infatti il caposaldo della politica di mercato dei colchoneros: le stime dicono infatti che da 9 trasferimenti in uscita, il primo Fernando Torres (al Liverpool nell’estate del 2007 per 37,6 milioni di euro) il club madrileno ha incassato un totale di ben 308,05 milioni di euro, rivelandosi, assieme al Porto, come la big d’Europa più scaltra ed efficiente sul mercato.

Scovare talenti in giro per il mondo per rivenderli a peso d’oro è infatti l’arte in cui più eccelle il club spagnolo: era solo una promessa, ad esempio, l’attaccante Sergio Aguero, arrivato a Madrid dall’Argentina e rivenduto al Manchester City, nell’estate del 2011 (dopo 74 gol in 175 partite) per 44,6 milioni di euro. Altrettanto magistrale l’operazione che vide protagonista l’uruguagio Diego Forlan, ceduto all’Inter nello stesso anno per circa 4 milioni dopo una lunga permanenza a Madrid condita da 134 partite e 74 realizzazioni.

Sempre nel 2011, la cessione del portiere David De Gea, allo United per 23,8 milioni di euro, testimoniava la vocazione del club: da una parte la capacità di scouting, di valorizzazione del talento, dall’altra l’inclinazione ad una politica di player trading votata innanzitutto a mantenere in equilibrio le necessità finanziarie del club. Dai milioni incassati nell’estate di 4 anni fa, nasce quello che, ad oggi, è stato l’affare che, per cifre in gioco, guida la nostra top 9: quel Radamel Falcao che, nell’estate del 2013, fu ceduto all’ambizioso Monaco del magnate russo Rybovlev per 60 milioni di euro.

Sostituire Falcao con Diego Costa (tornato a Madrid dal prestito al Rayo Vallecano) è stata la scommessa vinta dalla società di Gil, e la pioggia di milioni proveniente dalla Francia è servita in sostanza a iscrivere a bilancio una significativa plusvalenza (20 milioni di euro). Analoga sorte anche per l’attaccante spagnolo, trascinatore del team di Simeone nella fantastica cavalcata del 2014 terminata con la vittoria della Liga e con la finale di Champions League persa nel derby con il Real Madrid di Carlo Ancelotti, anch’esso di diritto nella speciale classifica degli addii più remunerativi di sempre: lo sbarco a Londra fruttò 44,6 milioni di euro, in un “pacchetto” comprendente anche il brasiliano Filipe Luis, ceduto per 22,31 milioni di euro, e il portiere Tibaut Courtois, tornato anch’esso ai Blues per fine prestito.

In entrata, lo stesso anno, in biancorosso, arrivarono il francese Antoine Griezzmann (per 30 milioni di euro), il terzino Siqueira (per 10 milioni di euro) e il portiere Jan Oblak (per 16 milioni di euro) nel duplice tentativo di mantenere la rosa ad alti livelli (riuscito in parte) e di finire in attivo nel saldo di mercato (obiettivo centrato).

L’ultimo della lista potrebbe essere il centrocampista turco Arda Turan, vicinissimo a vestire la maglia del Barcellona per 40,4 milioni di euro: un altro “colpo” che potrebbe permettere al club di mantenere intatta la sua politica di mercato senza trascurare le esigenze di competitività, su tutti i fronti, del tecnico Diego Simeone