Non ci sono solo i grandi colpi di mercato nei tentativi dei candidati di convincere i soci e ottenere una prestigiosa elezione nella corsa alla presidenza del Barcellona. Con l’affare Pogba in stand-by, e complice il blocco ai trasferimenti fino al gennaio 2016, per la prima volta infatti, in una campagna elettorale di un grande club, è il marketing sportivo a dominare la scena.

In questo senso, Manuel Arroyo, uno dei dirigenti più vicini a Bartomèu, avrebbe assicurato che lo scopo di un nuovo mandato elettorale dell’attuale presidente sarebbe quello di spingere i ricavi del club all’incredibile cifra di 1 miliardo di euro, entro il 2021.

E, se da una parte, vi è la certezza di un ricchissimo rinnovo con Qatar Airways e di quello possibile con Nike (per un totale di 150 milioni), con la ristrutturazione del Camp Nou e l’individuazione di uno sponsor per il materiale tecnico da allenamento (oltre a merchandising e diritti tv),  in parallelo, la strategia sarebbe quella di aprirsi la strada per fare del Barcellona il club più ricco al mondo.

Come? Arroyo, secondo il portale Marketing Deportivo, avrebbe infatti individuato nella chiusura di accordi con sponsor regionali la chiave di un progetto economico estremamente ambizioso. Il modello sarebbe quello consolidato, e ammirato, del Manchester United, che dallo sfruttamento delle partnership con brand locali in alcuni dei mercati emergenti per il calcio europeo, incassa decine di milioni di euro l’anno.

Alla base della strategia pianificata dall’equipe dell’attuale presidente, il Barcellona, secondo MD, prenderebbe la via dell’Oriente, con l’apertura di alcuni uffici in Asia funzionali all’esplorazione di un mercato in costante evoluzione. Con l’ampliamento della rete commerciale, l’espansione della fan base e della visibilità del marchio ad Est, Bartomèu vorrebbe dunque proiettare i blaugrana ai vertici del calcio mondiale, e non solo sul campo.