Mondiale femminile Nike. Seppur non abbia il fascino e la presa mediatica dell’analoga competizione maschile, la Coppa del mondo di calcio femminile è stato uno degli eventi sportivi più importanti di questo 2015, capace di catalizzare le attenzioni anche di importanti brand a livello internazionale.

Indiscutibilmente, dalla rassegna mondiale ne è uscita vincitrice la multinazionale dell’abbigliamento sportivo Nike, sponsor tecnico della nazionale Usa laureatasi campione del mondo con un secco 5-2 al cospetto del Giappone.

Per Nike si è trattato di un vero e proprio trionfo commerciale: in un torneo sponsorizzato ufficialmente da Adidas, la nota firma statunitense si presentava infatti ai nastri di partenza con la favorita assoluta alla vittoria finale (gli Stati Uniti) e con una serie di team che rappresentavano la maggioranza delle squadre presenti a giocarsi la Coppa, ben 11 contro le 6 della sua grande rivale tedesca.

La chiave della strategia marketing di Nike, secondo il portale Marketing Deportivo, è stato innanzitutto uno spot ideato per valorizzare il legame con la nazionale americana, dal titolo “American Woman”, e l’immancabile hastag #NoMaybes, capace di attivare massicciamente la relazione tra la selezione Usa e il pubblico appassionato sui social. Un “piano” che, senza dubbi, ha sortito i frutti sperati: i numeri raccontano infatti che ben 26 mila tweets relazionati a Nike sono stati lanciati lungo l’arco della finale contro la selezione del Sol Levante, di cui 10 mila proprio #NoMaybes.

Per Adidas invece, la miseria di soli 2.400 tweets, e l’onta di aver assistito, dunque, al doppio trionfo di Nike. Tanto più in un torneo, quello che si è svolto in Canada, mediaticamente a livelli mai visti prima: la nota emittente tv Fox Sports infatti, ha rivelato che la finalissima tra Usa e Giappone ha fatto registrare un audience da record negli Stati Uniti, paese dove il calcio femminile è amato e molto seguito, il che dà l’idea dell’enorme esposizione commerciale di cui Nike ha goduto non solo sulle rete sociali ma anche, e soprattutto, attraverso i media tradizionali.

Obiettivo raggiunto dunque per Nike, che, in anticipo sui tempi, ha compreso che il calcio delle donne, che oggi è un business da decine di milioni di euro, è, a tutti gli effetti, la nuova frontiera per andare a caccia di nuovi ricavi e per consolidare la presenza del brand sui mercati di riferimento.