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Tutto come previsto. La decisione finale arriverà solamente a luglio. Il Milan saprà se potrà costruire lo stadio sul terreno del Portello entro i primi 10 giorni del mese prossimo, verosimilmente tra il 6 e il 7. E’ ufficialmente slittata alla “prima decade di luglio” la decisione della Fondazione Fiera sulla riqualificazione dell’area del Portello a Milano, per cui sono rimasti in corsa il Milan con il progetto del nuovo stadio e la Vitali Spa con un’idea ‘green’. Come conferma l’ufficio stampa dell’ente, domani “non c’è all’ordine del giorno” la questione stadio. Il Comitato esecutivo e il Consiglio generale, che si riuniranno in largo Domodossola, si occuperanno di altro. Sul tavolo, “il progetto di bilancio della Fondazione e l’ordinaria amministrazione”. No comment dall’ente sui motivi di un altro rinvio.

La Fondazione ha in mano i progetti in gara ormai da mesi. Ma il modus operandi del Comitato esecutivo si è delineato un passo alla volta: da quando si è entrati nel vivo della competizione, la Fiera ha man mano escluso i concorrenti che meno rispondevano alle richieste del bando, approfondendo sempre di più le richieste a chi rimaneva in gara. Il Milan ha resistito al taglio di due concorrenti su quattro: ad oggi si può dire che è “in finale”. Ma non è detto che alla fine il progetto di Barbara Berlusconi risulti vincente.

Il piano di Barbara Berlusconi di costruire uno stadio di fronte a Casa Milan prevede in realtà l’utilizzo di uno spazio maggiore rispetto a quello che la Fondazione fornirebbe ai rossoneri. Quindi il Milan dovrebbe acquistare altro terreno, pagando e non poco le aziende che lo occupano al momento, come la Citroen (che ci ha costruito una sede e non pare intenzionata a mollarla, anche se il Milan potrebbe fare un’offerta cospicua). Il progetto del Milan, osteggiato dai residenti della zona, contempla l’abbattimento dei padiglioni e la costruzione di un edificio (lo stadio da 40mila posti) tutto nuovo.