Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol si erano dati 8 settimane di tempo in cui trattare in esclusiva la cessione del 48% del Milan al thai, ma potrebbero chiudere anche prima. Al momento c’è una bozza di accordo che i due hanno analizzato insieme per la prima volta a Lugano lunedì scorso. Oltre ai 480 milioni per la quota di minoranza – già stabilita – il presidente e il nuovo co-owner del Milan dovranno ancora limare alcuni punti. La Gazzetta dello Sport ha sintetizzato in 10 punti le questioni ancora sul tavolo di B. e Bee, che qui riportiamo.

1. Le garanzie di Bee. Fininvest si è accertata che Ads Securities e China Citic Bank, i finanziatori del fondo di Taechaubuol, siano attendibili. Ma il momento del pagamento non è ancora arrivato: prima ci sarà un bell’acconto, poi il saldo.

2. La ricapitalizzazione. Quei 480 milioni andranno a Fininvest, che ne immetterà una grossa fetta (resta da capire quanto: si parla di una cifra tra i 150 e i 250 milioni) nel bilancio del Milan per ristrutturare il debito (247 milioni nel bilancio 2014, con 91 milioni di passivo).

3. Investimenti sul mercato. Un’altra grossa fetta di quei soldi (anche qui si ipotizza, intorno ai 120 milioni di euro) servirà a investire sui calciatori che serviranno a tornare in Champions League, unico modo per pompare ricavi nei prossimi anni. Le premesse (e le promesse) ci sono già, da Jackson Martinez a Ibra.

4. Il nuovo Cda. Mr Bee ci entrerà con delega allo sviluppo delle politiche commerciali in Asia. Insieme a lui dovrebbero arrivare dai 3 ai 5 uomini di sua fiducia, che comunque non prenderanno il posto di Barbara Berlusconi e Galliani: la figlia di Berlusconi e l’altro amministratore delegato rimarranno ai loro posti. Dunque è possibile che il cda (che oggi conta 9 membri) si allarghi perché tutti i soci siano rappresentati.

5. Marketing asiatico. Il ruolo di Bee sarà quello di “ambasciatore” del brand Milan in Asia, dove dovrà raddoppiare entro un paio d’anni il valore del club. L’idea, in pratica, è che il Milan diventi la squadra più tifata di tutto il continente. Con quel che ciò può significare in termini di ricavi.

6. Gestione della comunicazione. Fin qui le due nuove anime del Milan non sono andate molto d’accordo: a Berlusconi non è piaciuta la sovraesposizione di Bee (e del suo – presunto? – collaboratore Pablo Dana) sui social media. Bisognerà trovare una sintesi per lavorare insieme.

7. La quotazione ad Hong Kong. Il punto centrale di tutta l’operazione. Entro due anni – probabilmente dopo che il marchio, nelle idee dei due “B”, si sarà rivalutato, è prevista l’immissione in Borsa di un pacchetto di azioni tra il 20 e il 25%. Qui gli scenari diventano difficili da ipotizzare: bisognerà capire da chi verrà staccata la costola, se da Bee o da Fininvest. Se fosse la seconda, il thailandese si ritroverebbe con la maggioranza del club in mano.

8. Lo stadio nuovo. Taechaubol è convinto del progetto di Barbara Berlusconi di costruire il nuovo impianto al Portello. Si attende la decisione definitiva di Fondazione Fiera: nel caso in cui arrivasse un “no”, si cercherebbe un nuovo luogo.

9. Clausola di recompra. Anche questo punto è decisivo. Così come fece Moratti con Thohir, anche Berlusconi vuole inserire nel contratto una clausola a favore di Fininvest che le darebbe la priorità se volesse riacquistare il club. Ma la cifra è ancora da decidere.

10. Il fondo Doyen. Altro punto da chiarire tra le parti. Berlusconi e Bee non sembrano avere la stessa idea di quale ruolo dovrà avere Nelio Lucas nel mercato rossonero e nelle strategie societarie. L’impressione è che anche qui ci sia molto di cui discutere.

1 COMMENTO

  1. Quindi, a conti fatti, la quotazione data al Milan è ENORMEMENTE inferiore al miliardo di euro.
    Se i 480 mln ne comprendono addirittura 370 già destinati ad investimenti o ristrutturazione del debito a cui Bee non contribuirà, si può dire che il Milan di fine stagione 2015 sia stato quotato circa 600 mln (480 (esborso) -370*0,48 (investimento nel Club da parte di Fininvest che sarebbe stato in carico a Bee)).