“Pressioni e minacce” da parte di Claudio Lotito per assicurarsi l’appoggio di alcune società di Lega Pro. In altre parole, “tentata estorsione”. Con questa accusa i pm di Napoli ieri hanno perquisito la casa e gli uffici del presidente della Lazio in Federcalcio. L’ipotesi è che Lotito indagato da ieri abbia utilizzato il suo ruolo in Figc per costringere diversi dirigenti di club minori a votare l’approvazione del bilancio consuntivo 2014. Se non l’avessero fatto – avrebbe minacciato Lotito – lui stesso si sarebbe adoperato affinché queste società non ricevessero i finanziamenti federali, che per queste società di Lega Pro sono fondamentali.

Lotito, scrivono i magistrati nel decreto di perquisizione, avrebbe usato “minacce implicite e/o esplicite” che “rientravano in un più ampio disegno strategico, finalizzato ad acquisire, nell’ambito della Federazione Italiana Giuoco Calcio, e sia nella Lega di serie A sia in quelle minori, una posizione di forza e di vantaggio, anche economicamente valutabile, in favore delle società di calcio a lui direttamente o indirettamente riconducibili”. Dunque la telefonata con Iodice, dg dell’Ischia, sarebbe stata solamente la punta dell’iceberg: durante le indagini – scrive il Corriere della Sera – sarebbero già stati ascoltati come persone informate dei fatti alcuni dirigenti di Lucchese, Albinoleffe, Melfi e Prato.

Allo stesso modo è stato sentito anche il presidente della Figc Carlo Tavecchio, che ieri ha garantito “la massima collaborazione e trasparenza da parte della Federazione” alle indagini dei pm. Il suo ufficio e quello di Mario Macalli, presidente della Lega Pro, sono stati perquisiti nella giornata di ieri come quelli di Lotito, sebbene nessuno dei due sia iscritto nel registro degli indagati. Per ora l’unico è Lotito, che in serata ha tuonato: “Contro di me c’è una campagna diffamatoria per ostacolare l’opera di risanamento del calcio. Ma confido che in breve tempo si chiarisca la mia posizione al fine di trasformare i miei accusatori in accusati”.

Se Lotito fosse condannato, rischierebbe di decadere da consigliere della Figc. Intanto il presidente della Lazio non seguirà la Nazionale italiana a Spalato per la gara di qualificazione a Euro 2016.