In serie A gli allenatori quest’anno balleranno un valzer lento e al ribasso. Al momento sono 13 le società che sembrano decisamente destinate a confermare i tecnici, 2 sono in procinto di ufficializzarli. Giochi aperti invece per 4 squadre: Milan, Fiorentina, Napoli e Empoli. In attesa di conoscere la ventesima partecipante che uscirà dai playoff di serie B.
Pochi cambi, quindi, con un monte ingaggi che rispetto all’inizio della stagione scorsa dovrebbe assottigliarsi. Ma i tecnici pagheranno la maggiore stabilità di tasca loro. Nel settembre 2014 erano stati registrati ingaggi per 25,050 milioni di euro netti (una cinquantina lordi). A conti fatti il monte ingaggi scenderà certamente sotto i 50 milioni di euro complessivi. 
La panchina che spicca su tutte è quella di Rafael Benitez che a Napoli era anche il tecnico più pagato dell’intera Serie A con un ingaggio di 3,5 milioni di euro. Salterà anche Filippo Inzaghi (1,5 milioni a stagione), mentre Vincenzo Montella (Fiorentina, 1,4 milioni l’ultimo ingaggio) e Maurizio Sarri (Empoli, 300 mila euro all’anno) sono molto vicini all’addio.
Imminenti invece sembrano gli annunci di Walter Zenga alla Sampdoria e Stefano Colantuono all’Udinese. Due affari che sembrano caratterizzati da un minimo comune denominatore: la trattativa al ribasso per i tecnici.
Zenga infatti dovrebbe firmare un accordo di un anno per 850 mila euro lordi (Mihajlovic prendeva circa il triplo) mentre Stefano Colantuono secondo indiscrezioni accetterà un accordo triennale da 2 milioni complessivi (a Bergamo aveva ancora un accordo da 2 milioni in 2 anni): un risparmio anche per l’Udinese che dava 800 mila euro netti a Stramaccioni.
Al centro dell’attenzione rimangono Napoli e Milan, mentre Fiorentina ed Empoli sono sullo sfondo visto che gli attuali tecnici Sarri e Montella rientrano in diversi discorsi delle altre società.
vincenzo Montella
Massimiliano Allegri della Juventus dovrebbe essere – salvo sorprese – l’allenatore più pagato della serie A. Attualmente prende 2,4 milioni netti a stagione, dopo Berlino è atteso l’annuncio di un rinnovo per altri due anni (ovvero un prolungamento di un anno rispetto all’attuale scadenza) in area 3-3,5 milioni di euro a stagione.
Aurelio De Laurentiis fa grandi sogni, ma tutti di difficile realizzazione: a Jurgen Klopp ex Borussia Dortmund avrebbe offerto fino a 4 milioni di euro senza esito, con il tedesco pronto a prendersi un anno di pausa. Per Unai Emery (ancora a Siviglia dove ha portato il club in Champions league) il presidente sarebbe disposto ad arrivare fino a 3,5 milioni di euro, ma la trattativa è difficile.
Fino a poche settimane fa il candidato numero uno sembrava Sinisa Mihajlovic che potrebbe richiedere 2 milioni di euro netti. A metà strada potrebbero attestarsi eventuali accordi con Cesare Prandelli o Luciano Spalletti.
Un nome che gira spesso è quello di Paulo Sousa, che percepisce “solo” 1 milione netto in Svizzera, al Basilea. Ma i movimenti di quest’ultimo fanno capire molto sul calcio di adesso: meglio una serie A di medio alta classifica o un Basilea abituato nelle ultime stagioni a ben figurare in Champions?
Brocchi
Grande confusione invece in casa Milan. Filippo Inzaghi prendeva 1,2 milioni di euro l’anno. Per Carlo Ancelotti la società sarebbe stata disponibile ad arrivare fino a 4 netti, ma il no è ormai una certezza. Ora si parla di Brocchi, altra scelta interna e low cost. Gli altri nomi sono quelli di Vincenzo Montella e Maurizio Sarri. Saltato Ancelotti, il Milan dovrebbe così confermare a 1,5 netti l’anno il budget allenatore.
Complessivamente quindi l’arrivo in Serie A del Carpi di Castori e del Frosinone di Stellone (dovrebbero entrambi rinnovare fra 300 e 400 mila euro adeguando il contratto alla Serie A) in attesa della terza squadra promossa ridurrà gli ingaggi complessivi, visto che il Cagliari ad inizio stagione scorsa dava 500 mila euro a Zeman e il Parma avrebbe avuto un impegno (si sa poi come è andata) con Roberto Donadoni per 700 mila euro circa.