L’Inter “per i tifosi che ha potrebbe anche essere adatta a creare un azionariato popolare.” E’ iniziata così, con queste parole di Massimo Moratti a un evento organizzato sabato 23 dal Corriere della Sera a Expo 2015 una settimana tremenda per i vertici societari del club nerazzurro.

L’intervento di Moratti, contraddistinto dal caratteristico tono conciliante dell’ex patron nerazzurro (ci sono state numerose frasi di supporto verso il nuovo proprietario Erick Thohir e la nuova gestione nerazzurra) ha infatti non solo preceduto di qualche ora la sconfitta della squadra contro il Genoa che ha azzerato o quasi ogni speranza di centrare un piazzamento da Europa League nella stagione prossima. Ma soprattutto ha anticipato una tempesta mediatica che nei giorni successivi ha colpito Thohir e il nuovo vertice nerazzurro.

Lunedì 25 maggio infatti, Marco Tronchetti Provera, numero uno della Pirelli che da anni è il principale sponsor dell’Inter, ha infatti tuonato contro il nuovo management indonesiano del club. “Non sarà facile colmare il gap ma bisogna fare delle scelte di fondo per far tornare la squadra dove era. Siamo abituati agli alti e bassi, ma ora i bassi stanno durando troppo a lungo”, ha spiegato Tronchetti nel programma “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento. L’industriale, forse infastidito dalle voci secondo le quali Thohir starebbe trattando con la compagni area indonesiana Garuda per il ruolo di nuovo sponsor, ha poi minacciato il ritiro di Pirelli dalle maglie nerazzurre. “Pirelli-Inter? Il calcio è un veicolo di grandissima importanza a livello mondiale. Se l’Inter è relegata a livello nazionale per Pirelli non ha senso proseguire. Se le condizioni economiche sono giuste in funzione dei risultati della squadra che deve avere una proiezione internazionale, vedremo“, ha spiegato Tronchetti Provera. Scordandosi però di far notare che, come mostra il grafico sottostante, Pirelli sia tra gli sponsor dei maggiori club in Europa quello che versa meno nelle casse della società partner.

unnamed

Un po’ poco per un club che, come ha anticipato Calcioefinanza.it lunedì 25 maggio, punta a incrementare i ricavi da sponsor del 54,2%, dai 36,9 milioni del 2014 ai 56,9 stimati nel 2021.

inter-stima-ricavi-commerciali-2014-2021

Finito qui? Nemmeno per idea. Nella giornata di mercoledì 27 e giovedì 28 il Corriere della Sera, ovvero il maggiore quotidiano di Milano nonché quello forse più in linea con l’Inter milanocentrica della gestione Moratti/Tronchetti, ha dato uno spazio molto ampio a un’inchiesta su Thohir in cui si mette in evidenza un paio di fattori in particolare.

1) Thohir controlla l’Inter mediante una rete di società che portano a ulteriori società incorporate alle Isole Cayman. Di qui una richiesta di chiarezza superiore per chi maneggia un bene comune come il club nerazzurro.

2) Thohir presta soldi all’Inter a un tasso di interesse tra l’8 e il 9%, nei fatti guadagnando sul finanziamento conesso al club di sua proprietà. Di qui la richiesta che versi i soldi senza richiedere interessi.

Ora, detto che quelle del Corriere sono istanze legittime in quanto l’Inter, per la sua storia e il suo significato in città e nell’Italia intera, non può essere in nessun modo paragonata a un’azienda normale, è nello stesso tempo vero che ciò che ha fatto Thohir viene considerato in finanza una cosa assolutamente normale.

Cosa sta succedendo quindi attorno al club nerazzurro? I rumor che Calcioefinanza.it ha raccolto negli ambienti finanziari dicono che si tratta di una sorta di ultimatum affinché il nuovo presidente investa presto per riportare l’Inter nei vertici del calcio italiano e internazionale. In pratica se Thohir non farà un buon mercato e in particolare se le cose non dovessero andare bene anche nella prossima stagione, allora riprenderebbe quota il piano di un azionariato popolare nerazzurro svelato a inizio aprile dalla Gazzetta dello Sport e che, come ha riportato Calcioefinanza.it,  nonostante le smentite di numerosi interessati, tra cui Tronchetti, ha trovato numerose conferme negli ambienti finanziari milanesi e non. Un piano che non a caso ritaglierebbe a numerosi tifosi vip quali Tronchetti un ruolo di primo piano nella gestione del club nerazzurro.