In Italia, gli investitori stranieri come James Pallotta,  Eric Thohir e Joe Tacopina, hanno deciso di investire nei club da circa un anno, ma nel resto d’Europa invece, e soprattutto in Inghilterra, questa pratica è già molto diffusa e ha già prodotto risultati discreti.

Uno studio effettuato dal Daily Mail, ha stabilito che, nonostante i timori iniziali, tutti gli investitori e azionisti che guidano un club di Premier League, hanno realizzato ottime operazioni finanziarie, riuscendo ad incrementare il valore delle varie società, attraverso strategie ben precise. Tra questi il caso più emblematico è rappresentato dal Manchester United, che nel 2005 venne definitivamente acquistato dalla famiglia Glazer. I nuovi investitori vennero criticati dai tifosi in più occasioni: prima perchè intimoriti dall’altissimo debito che il club aveva all’epoca, poi perchè non erano riusciti ad organizzare seriamente il club dopo l’addio di Sir Alex Ferguson. Al momento dell’acquisto del club però, il valore del Manchester United era di 790 milioni di sterline, mentre oggi è quasi raddoppiato, arrivando ad oltre 1.650 milioni. Le motivazioni che hanno permesso questa incredibile plusvalenza, in appena dieci anni di gestione, sono riconducibili al fatto che il club è stato quotato in borsa, e al fatto che la società è riuscita a sfruttare al meglio tutte le fonti di ricavo a disposizione, a partire dagli introiti garantiti dagli sponsor. Nonostante il debito sia ancora alto, tra il 2010 e il 2014 il club ha registrato oltre 207 milioni di guadagno netto, che nella maggior parte dei casi, ha permesso loro di fare grandi investimenti in sede di mercato. Due ulteriori esempi della bontà delle operazioni di investitori stranieri sono il Chelsea e il QPR.  Il club di Abramovich infatti, tra il 2003 ed il 2015, ha fatto registrare un incremento del suo valore da 140 ad oltre 900 milioni di sterline. Il QPR invece, che proprio ieri ha nuovamente salutato la Premier League, ha incrementato il proprio valore di oltre 15 milioni, nonostante risultati non esaltanti. Tutto ciò è stato favorito proprio dai nuovi investitori, che hanno fatto di tutto per migliorare la reputazione della Premier League, riuscendo a darle grande risalto in ambito internazionale e spingendo per ottenere introiti altissimi dai diritti televisivi.

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