C’è una squadra che ha visto giocare Puskas ed ora è in mano a Hemingway. Budapest Honved Football Club, per tutti solo Honved, è una delle squadre ungheresi della capitale. Negli anni Cinquanta ha foraggiato almeno metà della mitica Aranycsapat, la Nazionale di calcio magiara che nel 1954 arrivò alla finale del Mondiale, persa contro la Germania Ovest di Fritz Walter. Ora il club è in mano all’ungaroamericano George F. Hemingway, che sta puntando sulla crescita lenta, ma ragionata e costante, del club. Una crescita che prevede un nuovo stadio e puntare su un marchio di successo.

In questo contesto, si inquadra l’accordo appena siglato con l’azienda bolognese Macron, che in Italia è sponsor di Napoli e Lazio in Serie A, oltre che di molte realtà in Inghilterra come l’Aston Villa. L’accordo è di 5 anni a partire dalla stagione 2015/16.

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“In occasione della presentazione dell’accordo, le due importanti realtà hanno anche svelato le divise Home e Away e Third, che accompagneranno i ragazzi di mister Rossi nella prossima stagione. Entrambe le maglie avranno inserti in micromesh per migliorare la traspirabilità e presenteranno il logo del Club ricamato sul petto all’altezza del cuore”, spiega un comunicato dell’azienda di Crespellano. “La Home manterrà i classici colori rossonero intervallati in righe orizzontali, mentre la Away sarà di colore bianco con due bande orizzontali presenti sul petto rispettivamente rossa e nera. La più caratteristica per via del colore giallo e della vestibilità slim sarà la Third, la quale presenterà, come la home e l’away, lo scudetto del club ricamato sul petto all’altezza del cuore, impreziosita inoltre dall’inserto cromatico nero sulla spalla sinistra”.

Un tuffo nel passato

Legarsi con l’Honved, significa legarsi a un pezzo bello grande di storia del calcio europeo. Fondato nel 1909, in origine la squadra si chiamava Kispest, dal nome del sobborgo subito fuori dalla capitale ungherese, che venne poi inglobato nella conurbazione cittadina. All’inizio degli anni Cinquanta, il club assunse il nome di Honved, che in magiaro significa “difensore della Patria”, perchè in quegli anni diretto dal ministero della Difesa ungherese.

Ed è in questi anni che nasce il mito dell’Honved. Qui giocano i migliori d’Ungheria, che vuole dire tra i migliori d’Europa, se non del mondo. Quando il club si chiamava ancora Kispest, alla fine degli anni Quaranta, entrarono in rosa giocatori come Ferenc Puskás e József Bozsik. Tutti allenati da Bela Guttmann. Ma il regista dell’operazione che portò ad essere l’Honved la fornitrice della nazionale ungherese fu il suo commissario tecnico, Gusztav Sebes. Il quale, da ammiratore della nazionale italiana vincitrice dei due Mondiali del 1934 e del 1938, voleva che venisse replicato nell’Ungheria non solo il suo stile di gioco, ma anche l’usanza di affidarsi ai blocchi dei club, per fare in modo di sfruttare l’affiatamento tra i giocatori. Il club ideale era proprio l’Honved: nell’Ungheria socialista, il Ferencvaros aveva simpatie nazionaliste e di destra mentre l’MTK era la squadra della polizia segreta di stato.

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Ferenc Puskas

Il ministero della Difesa prende così sotto la sua ala il club e Bela Guttmann completa l’opera, assieme a Sándor Kocsis, Zoltán Czibor e László Budai. Il club vince 5 campionati, mentre la nazionale Ungherese ottiene l’oro ai Giochi olimpici del 1952 e la finale Mondiale del 1954. Il club si scontrò con la storia nel 1956. A seguito dell’invasione sovietica, l’Honved non rientrò in patria, giocando delle tournèe all’estero (Italia compresa). Alcuni giocatori rientreranno poi in Ungheria, mentre altri come Puskas resteranno all’estero, andando al Real Madrid. Il club, dopo anni di vicende alterne, è tornato grande a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, quando riesce a vincere 8 titoli nazionali e due coppe d’Ungheria.

Il tentativo di rinascita di un intero sistema

Un altro declino è arrivato a inizio anni Duemila, prima con la retrocessione e poi i gravi problemi finanziari della società, che ha portato alla fondazione di un nuovo club, la Budapest Honved Fc. Oggi il club ha in programma la ricostruzione dell’attuale stadio da 15mila posti, intitolato a Bozsik. Un progetto che rientra a pieno nel tentativo di rilanciare un intero sistema.

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La Groupama Arena, stadio del Ferencvaros

Al momento, a Budapest è stato inaugurato un nuovo stadio, la Groupama Arena. Ci giocano il Ferencvaros e la nazionale ungherese: 20mila posti, ristoranti e la sede del negozio ufficiale del club. Il tutto seguendo uno schema predefinito che da circa 4 anni sta impegnando il Paese nel rilancio del calcio magiaro: stadi medio-piccoli, di proprietà dei club e con all’interno tutto ciò che occorre per generare ricavi, dai ristoranti ai negozi fino ai mesi della squadra. Insomma, dei veri e propri asset capaci di assicurare introiti, così come si conviene al calcio moderno. Al momento, il rilancio fatica però a dare i propri frutti: le affluenze negli stadi sono ancora basse (tra prezzi dei biglietti e procedure burocratiche per acquistarli) e molti club non navigano nell’oro, anzi.

Ma il Governo va avanti: il progetto prevede (Groupama Arena compresa) quattro nuovi stadi: tra questi c’è il Ferenc Puskas Stadium, che sarà finito nel 2019 ed ospiterà la nazionale di calcio. Sarà un’eccezione, nello schema di rilancio del calcio, perché avrà 65mila posti a sedere. Il Debrecen ha inaugurato la propria nuova casa: 20mila posti a sedere, 40 milioni di euro il costo

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