Anche i cinesi fanno sul serio. La cordata che proverà a sfilare il Milan a Mr Bee Taechaubol ha dei piani molto chiari, per quanto ancora non sia così evidente chi si cela dietro Richard Lee e la signora in rosso che domenica ha fatto visita due volte ad Arcore (più un terzo manager ancora sconosciuto). Le certezze riguardano le modalità con cui la cordata proverà ad entrare nel Milan: costituirà un fondo apposito, un S.P.V. (cioè uno special purpose vehicle), un veicolo finanziario in cui finiranno i capitali che serviranno per prendere quote del club. A metterci i soldi dovrebbero essere i magnati Zong Qinghou di Wahaha Group e Wang Jianlin di Wanda Group, insieme ad un terzo investitore ancora in ombra. I colloqui con Berlusconi proseguono, ma non si è ancora arrivati ad una seconda offerta dopo quella accennata ad aprile. Ma Silvio prende tempo con Taechaubol per capire quanto facciano sul serio i cinesi.

Qual è il piano della cordata? Tutto – scrive la Gazzetta dello Sport – è iniziato con un advisor nordamericano, a cui il Milan si era rivolto per cercare finanziatori per il nuovo stadio e per contribuire agli impegni finanziari. Così si è creato il contatto, che poi ha portato ad un interesse più esteso per la società da parte della cordata cinese. Che ha un piano ben definito per arrivare alla maggioranza del club. La proposta prevede di entrare subito con un pacchetto di azioni tra il 30 e il 40%, con la garanzia di arrivare entro 3-4 anni ad una sostanziosa maggioranza, tra il 60 e il 70% del club. Ma domenica Berlusconi ha fatto capire di non avere più tutta questa fretta di cedere il controllo totale del club. Così hanno deciso anche loro di temporeggiare. Perché per adesso Silvio tiene stretto il 51% della società e cerca solamente un socio di minoranza.

Ma la vera novità riguarda una componente italiana della cordata. Insieme agli investitori cinesi starebbe lavorando anche un imprenditore italiano, lombardo, che lavora a Pechino, Hong Kong e in Russia, dove coltiverebbe affari nel campo del lusso. Finora avrebbe agito sia sul piano dei rapporti che su quello operativo. Un uomo che godrebbe della considerazione di Berlusconi e dei cinesi, con i quali ha rapporti decennali. Non si tratterebbe soltanto di un intermediario, ma di una persona che avrebbe davvero il potere di influire nelle scelte della cordata. Il percorso intrapreso da Berlusconi non prevede accelerazioni repentine, l’obiettivo è dare un nuovo assetto alla società entro il 30 giugno in modo da poter iniziare la nuova stagione nel migliore dei modi. Ma intanto Mr Bee rimane alla finestra, tutt’altro che rassegnato all’idea di vedersi sfuggire il club dei suoi sogni.

 

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