La squadra è ormai ad un passo dalla retrocessione in Lega Pro, ma il declassamento non sembra fermare i piani futuri del Brescia calcio. Giovedì verrà presentato il nuovo presidente Alessandro Triboldi, bresciano classe ’62, direttore generale di Centropadane Spa, già direttore del Comune di Brescia, con una esperienza di quasi trent’anni in ambito bancario.

Il nome era nell’aria da tempo, essendo Triboldi uomo di fiducia di Ubi Banca, del Comune di Brescia e degli altri attori in campo tra cui il colosso del marketing sportivo Infront e il presidente dell’Associazione industriale bresciana, Marco Bonometti (presidente delle Officine meccaniche rezzatesi di Rezzato, partner tra gli altri della Ferrari).

Una partita complessa quella intorno al futuro del Brescia che si sta giocando da quasi un anno, quando all’inizio di luglio fu chiaro per tutti che la gestione dell’ex presidente Gino Corioni era ormai arrivata al capolinea.

Da allora, di fatto, la situazione non è cambiata, ma i vari protagonisti della vicenda si sono presi carico di parte del problema.

Ubi Banca di fatto ha congelato il debito che Brescia calcio spa e le società a lei collegate avevano accumulato negli anni, Infront è rimasta ufficialmente alla finestra per lungo tempo, monitorando tuttavia la situazione con il coinvolgimento di Profida Italia, società guidata dal direttore sportivo Rinaldo Sagramola, entrando poi in gioco ufficialmente nella partita per la ricostruzione dello stadio Rigamonti.

Il Comune di Brescia ha offerto la sede istituzionale di confronto, coinvolgendo in prima persona colui che nell’estate 2014 era il direttore dell’ente, ovvero Alessandro Triboldi, ora in procinto di diventare presidente della società.

Decisiva poi è stata la figura di Marco Bonometti. Il presidente dell’Aib – la territoriale bresciana di Confindustria – di fatto sarà il patron della società in tutto e per tutto tranne che sul piano formale. Un ruolo che del resto si è già ritagliato – con modalità simili, pur in presenza di una situazione economico finanziaria decisamente diversa – nella An Pallanuoto, la società cittadina protagonista nella Champions league e ad un passo dalla finale scudetto.

La figura di Alessandro Triboldi è quella che più di tutte ha rappresentato il punto di equilibrio delle legittime aspettative delle parti in gioco. Già al Comune di Brescia si era trovato a dover gestire alcune situazioni pregresse abbastanza difficili sul piano finanziario come la vicenda Brescia Sviluppo, società partecipata convogliata con altri asset in Brescia infrastrutture.

Un manager, quindi, per gestire una transizione difficile, così come nell’ultimo anno era stato Luigi Ragazzoni – commercialista della società – a prendersi carico della situazione per traghettarla nelle difficili acque di una stagione che si preannunciava drammatica per tifosi, giocatori e proprietà.

Cosa è lecito aspettarsi da Triboldi? Il suo ruolo dovrebbe rimanere marginale rispetto al circo mediatico calcistico, ma di grandissimo peso nella risoluzione di una matassa che vedrà il Brescia ripartire probabilmente dalla Lega Pro con un fatturato ulteriormente appesantito ed una prospettiva a breve termine legata da una parte alla necessità di far quadrare i conti, dall’altra agli impegni necessari per lo stadio.

Una società da reinventare, che a parte qualche figura d’esperienza nel reparto di gestione sportiva, di fatto non ha al suo interno funzioni decisive (né tantomento professionalità spendibili) in una moderna spa calcistica quali la commerciale e il marketing.

Sarà soprattutto il futuro del Rigamonti – prima ancora che il destino sportivo della società – il termometro del lavoro a cui è chiamato Triboldi. Lì si concentrano le maggiori attenzioni: il Comune e Infront sembrano allineati nell’intento di ricostruire l’area con un accordo sulla falsariga di quello che a Udine sta permettendo di ristrutturare lo stadio Friuli, ovvero una concessione d’uso e edificazione sull’area di proprietà comunale a lunghissima scadenza (99 anni).

Per il sindaco Emilio Del Bono peraltro si tratterebbe di una doppia vittoria in campo sportivo ottenendo praticamente a costo zero la realizzazione dello stadio dopo quella del nuovo palazzetto dello sport per il quale i cantieri sono annunciati da settembre 2016 dopo l’assegnazione dei lavori.

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