La Rai tende la mano a Sky e propone di deporre le armi. Da Viale Mazzini a Roma è partita la richiesta di tregua in direzione Milano Rogoredo. La Rai offre a Sky l’intera programmazione, per un anno e a titolo gratuito, per tutti i canali, tutti gli eventi. Fondamentalmente, niente più sarebbe criptato, nemmeno le partite di calcio – Coppa Italia e Supercoppa rimarranno in Rai per i prossimi tre anni – come invece è stato finora. Tutto questo per 12 mesi e senza chiedere soldi in cambio. Ma ad una condizione: Sky dovrà – nelle richieste della Rai – ritirare la causa civile che la tv satellitare ha intentato al servizio pubblico televisivo per aver negato il bouquet di canali che faceva capo a RaiSat nel 2009. E non si tratta di cifre da poco alle quali Sky dovrebbe rinunciare: Rogoredo – dove ha sede Sky Italia – vorrebbe un risarcimento di più di 100 milioni di euro. Ma l’accordo prevede che a sua volta anche la Rai rinunci alla sua causa civile, per il mancato pagamento di alcune fatture.

La gratuità della tregua durerebbe solo per il primo anno: trascorsi i primi 12 mesi, Sky dovrà pagare per trasmettere i canali Rai attraverso il decoder. Le due emittenti firmeranno un contratto biennale a pagamento che non imporrà alcun limite di visione. Così la Rai non potrà più criptare nessun programma di pregio (come sono ritenute le partite di calcio, Nazionale compresa) ed escludere Sky dalla visione sul decoder. Situazione alla quale la tv di Murdoch aveva posto rimedio inventandosi la “digital key” che sbloccava anche le trasmissioni della Rai. L’accordo è stato spinto anche dall’AgCom, che in una delibera dell’11 marzo pretendeva che Viale Mazzini riavviasse una trattativa con Sky su basi “eque e non discriminatorie”.

La certezza è che la Rai dovrà escludere ogni possibilità di oscuramento dei propri canali. E allo stesso tempo Sky avrà l’obbligo di pagare il servizio pubblico per poterli mettere in onda. In realtà la pace non è ancora stata siglata, e alla Rai si aspettano che Sky ricorra al Tar contro la delibera dell’AgCom che impone alla paytv di pagare per avere i canali Rai nel decoder. Eppure dei passi avanti per un disarmo totale sono stati fatti. E a beneficiarne potrebbero essere anche i telespettatori e gli appassionati di calcio.