Il miracolo si sta per compiere. Nessuno a inizio campionato avrebbe scommesso un euro che il piccolo Carpi, dodicesimo nello scorso campionato di Serie B, avrebbe dominato quello di quest’anno. E invece ora la squadra di Castori è ad un passo dalla Serie A, dopo una stagione di dominio. Per spiegare il successo di un club così piccolo e così forte, che rappresenta una città da 70mila abitanti e ha uno stadio da 4000 posti a sedere, bastano le parole di Cristiano Giuntoli, direttore sportivo degli emiliani, ospite di “Radio Anch’io Sport” su Radio Rai: “Siamo lì da sei anni e abbiamo fatto una scalata incredibile – racconta il ds del club che nel 2010 era in Serie D – ma è stata una crescita costante e graduale grazie a una proprietà che ha dato fiducia e ha fatto lavorare lo staff tecnico in maniera serena. La progettualità ha fatto da padrona”.

Carpi, come (poche) altre piccole realtà del nostro calcio, sembra il luogo ideale dove lavorare. “In un posto così, senza storia di calcio, senza pressioni, con una proprietà seria, puoi andare a pescare nelle categorie minori i talenti più bravi, con forti motivazioni, e tutto questo ha fatto sì che si creasse una miscela atomica che ci permette di essere in testa al campionato”. Merito anche dell’allenatore Fabrizio Castori, che “ha fatto un grande lavoro, è venuto solo, senza staff, in un ambiente che lo ha messo nella condizione di poter lavorare serenamente. E ci ha messo tanto del suo, dando ai ragazzi esperienza e malizia, l’ultimo pezzettino ce l’ha messo lui e per quanto ci riguarda, per l’anno prossimo è già riconfermato”.

I punti di vantaggio sulla seconda (il Bologna) sono 14, quando mancano 7 giornate alla fine del campionato. Il Carpi è praticamente già in Serie A, dove però difficilmente potrà continuare a giocare nel proprio stadio: “Cercheremo di rimanere a Carpi, se non sarà possibile ci guarderemo attorno”, spiega Giuntoli, anticipando una strategia forzatamente simile a quella del Sassuolo, che da due anni gioca a Reggio Emilia. Per quanto riguarda il mercato “la nostra volontà è di non perdere la nostra identità e insistere su ragazzi di categorie inferiori con grandi motivazioni, mantenendo il gruppo storico e affrontando il grande salto, se ci sarà, in maniera seria, senza avere niente da perdere. Con un grande occhio al bilancio, lanceremo i nostri ragazzi, se sarà, sarà una grande avventura”. E sulla proposta De Laurentiis di giocare la prima giornata del campionato all’estero, Giuntoli commenta: “E’ un’idea molto affascinante, per andare a Palermo come a Parigi serve sempre l’aereo”.