“Resta la possibilità di rinnovare per un anno quelle ancora in essere, ma si tratta di una norma transitoria, l’istituto viene meno fino ad esaurimento”. Lo aveva spiegato lo scorso maggio, prima di partire per i Mondiali brasiliani, l’allora numero uno della Figc, Giancarlo Abete. Che commentava così una decisione storica. Il Consiglio federale della Figc ha infatti abrogato l’istituto delle compartecipazioni dei calciatori. Chi ci ha già rimesso è l’Udinese: la risoluzione delle comproprietà ha avuto un impatto negativo di 12,9 milioni, contro i 18,9 milioni di euro da crediti per compartecipazioni registrati l’anno prima.

Per questo, la prossima sessione estiva si preannuncia più calda del previsto. Alcune società saranno costrette a risolvere una tipologia di accordi mai esistita in altre realtà. Una situazione che comporterà esborsi più o meno grandi, a seconda dei giocatori e delle loro valutazioni. E che porterà all’uso sempre più ampio dei prestiti con diritto (o obbligo di riscatto) come già accaduto quest’anno.

La Roma tratterà per Nainggolan 

La Roma è quella che rischia di dover sborsare di più, tra comproprietà e riscatti. Nel gennaio 2014, i giallorossi hanno preso in prestito Nainggolan, sborsando subito 3 milioni di euro e mettendone altri 3 per acquisire la metà del cartellino e lasciando quindi l’altra metà al Cagliari. Che ora potrebbe non accontentarsi di 6 milioni per la seconda metà del giocatore belga. Secondo Transfermarkt attualmente vale 24 milioni di euro, quindi potrebbero volercene 12 per portare tutto il cartellino a Trigoria. A questi vanno aggiunti altri due esborsi, il cui costo è stato invece fissato (si tratta di prestiti con riscatto): 5 milioni per Astori, 12,5 per Ibarbo. Il rischio è che la Roma debba quindi girare al Cagliari 29,5 milioni di euro. L’unico spiraglio di trattativa riguarda però la comproprietà di Nainggolan, visto che non è stato fissato alcun prezzo come negli altri due casi. Anche per questo, la Roma non riscatterà Bertolacci (3,5 milioni) ora al Genoa. 

Da Berardi a Verdi, in ballo circa 30 milioni

Domenico Berardi a fine anno dovrebbe rientrare alla base, cioè alla Juventus. Attualmente al Sassuolo, che ha pagato 4,5 milioni per la metà del cartellino dilazionabili in 3 anni. Per il restante 50%, secondo gli accordi, la Juve deve sborsare 13 milioni. Resta da capire se i bianconeri vorranno riportarlo a casa. Tevez resterà fino alla fine del contratto, in scadenza nel 2016 (poi si vedrà), Llorente dovrebbe partire, Morata resterà a meno che il Real non eserciti il diritto di “Recompra”.

“Se pensassi male, penserei a Defrel che è in comproprietà tra Cesena e Parma e che, in caso di nostro fallimento, diventerebbe tutto del Cesena senza sborsare un euro” ha spiegato tempo fa Alessandro Lucarelli, capitano del Parma dichiarato fallito circa un mese fa. Non senza torto: il francese è in comproprietà tra i gialloblu e il Cesena e, stando a quanto ha riferito il presidente dei romagnoli, a gennaio il club ha rifiutato un’offerta di 3,5 milioni per la metà del cartellino. Transfermarkt lo valuta però in tutto 4 milioni: si presume che la comproprietà possa risolversi per una cifra intermedia. Di certo c’è che in caso di discesa del Parma tra i dilettanti, il Cesena realizzerebbe comunque una importante plusvalenza.

Il Torino ha una comproprietà di risolvere in entrata e una in uscita. Da una parte c’è quella di Marco Benassi, preso in comproprietà con l’Inter: il giocatore attualmente vale 4 milioni, con il riscatto fissato a 1,5. E poi c’è quella di Verdi, ceduto all’Empoli in prestito, in comproprietà con il Milan e ora valutato 3,2 milioni. E poi c’è Boakye (1,3 milioni) tra Juventus e Genoa. In tutto, siamo a quota 30 milioni di plusvalenze in ballo.