La nazionale di calcio spagnola è un chiaro esempio di come i successi sul campo determinano un’esposizione commerciale altrettanto di valore. Campione del mondo nel 2010 e d’Europa nel 2008 e nel 2012, i trofei vinti nell’arco di un quadriennio infatti, hanno accresciuto esponenzialmente l’appeal di una sponsorship con la Roja, ambita dai più importanti brand a livello internazionale.

Gli scarsi risultati della nazionale spagnola hanno messo in crisi i suoi partner

Tuttavia, nel calcio, le cose cambiano, e anche in fretta. La frettolosa eliminazione dal Mondiale di Brasile 2014 ha scritto infatti la parola fine al ciclo della generazione d’oro e oggi la Spagna, più vecchia e più stanca nei suoi giocatori chiave, guarda ad Euro 2016 leccandosi le ferite dopo la caduta rovinosa dal trono del calcio mondiale. E se il successo sul campo determina, in parallelo, anche quello commerciale, a risentire della crisi di risultati anche il rapporto con i grandi patrocinatori, quelli che hanno fatto più ricca la Federazione iberica dall’Europeo di Polonia-Ucraina 2008. Come sottolinea Marketing Deportivo, nomi di rilievo come Nissan, Cepsa, Banesto e Gillette hanno infatti deciso di rivedere  i rispettivi accordi con la RFEF, uscendone preventivamente dall’orbita economica perché insicuri di trovare nella Roja un partner di valore e affidabile sul campo.

Fedeli alla causa rimangono “solo” Movistar, Adidas, Seguro Pelayo e Iberdrola, in attesa del rilancio delle ambizioni di una nazionale che ancora deve trovare gli uomini giusti per riprendere un percorso vincente, dentro e fuori il rettangolo di gioco.

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