La battaglia tra Sky e Mediaset si arricchisce di un nuovo capitolo al limite del “giudiziario”. Il Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha ritenuto non conforme alle norme uno spot diffuso da Mediaset Premium, che faceva riferimento ad un’offerta del Biscione in promozione fino al 18 marzo 2015, nel quale si parlava delle “grandi esclusive” di Mediaset “in modo ingannevole”, e ne ha pertanto bloccato la diffusione.

Con questa decisione il Giurì ha accolto l’istanza di Sky Italia: da Rogoredo si rivendicava che il messaggio, trasmesso da gennaio, fosse ingannevole perché la voce fuori campo all’inizio del filmato di Mediaset (“Inizia un anno di grandi esclusive”) era associata a contenuti di vario genere che si susseguivano nello spot, tra cui immagini di varie partite della Champions League, di Europa League e dei campionati di Serie A e di Serie B. Secondo Sky, e ora anche secondo il Giurì, lo spot lasciava intendere al pubblico che pagando 19 euro (il prezzo dell’offerta fino a giugno) avrebbero potuto godere in esclusiva, per intero e per tutto il 2015, di questi contenuti. Ma in realtà l’unica esclusiva Mediaset fino a giugno è quella sull’Europa League, mentre la Champions fino all’estate rimane un’esclusiva di Sky. E i campionati di Serie A e B, trasmessi da entrambe le emittenti, non sono in esclusiva per nessuno dei due.

Ci sarebbe stato secondo Sky anche una irregolarità legata al prezzo: Mediaset non rendeva noto il prezzo del pacchetto al termine della promozione (valida fino a giugno a 19 euro, che poi diventavano 36). Da Premium le accuse erano state respinte sostenendo che le informazioni presenti nel cartello in sovra impressione nella parte iniziale dello spot, bastassero a chiarire l’affermazione veicolata dallo speaker. L’offerta economica, inoltre, risultava completa, alla luce delle informazioni indicate nella nota a video.

Il Giurì ha accolto la prima istanza di Sky, quella sull’ingannevolezza del messaggio “in esclusiva”, ma non quello sul prezzo, ritenendo che “la natura promozionale dell’iniziativa fosse chiaramente evidenziata mediante l’indicazione di un prezzo basso in assoluto, ancorchè limitato ad un periodo di tempo”. Per questo Mediaset avrebbe potuto non esporre “il prezzo finale di listino”.

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