I nuovi dati dell’osservatorio del calcio del CIES rivelano che il costo medio di una squadra è cresciuto del 24,5%, tra la stagione 2009/10 e quella in corso. L’analisi si basa su quanto speso dai 5 maggiori campionati europei: Inghilterra, Francia, Germania, Spagna e Italia.

La spesa si concentra tra i maggior club d’Europa

Cinque anni fa infatti, 6,9 miliardi di euro era l’ammontare complessivo relativo alla compravendita di giocatori e una media per club di circa 70,4 milioni di euro. Oggi invece si è toccata quota 8,6 miliardi per una media di 87,7 milioni di euro. Ma le statistiche non dicono tutto. La maggior parte della spesa sul mercato è infatti concentrata nelle mani dei maggiori club europei per mantenere posizioni di vertice con l’effetto che, a maggiori investimenti sul parco giocatori, è coinciso un dominio ancor più netto dei club più ricchi tanto in patria quanto all’estero.

La Premier League la più spendacciona

I club che sono finiti nelle prime tre posizioni nella stagione 2009/10 hanno speso in media 189 milioni di euro per rinforzare la rosa. Oggi la cifra è cresciuta del 47% con una media di 278 milioni di euro. E’ la Premier League inglese a spendere più di tutte sul mercato, passata dai 2,43 miliardi a 3,43 miliardi (171 milioni di euro a club) nel periodo considerato. Il dato relativo al campionato inglese, nel 2009, assorbiva il 35% del totale di spesa dei cinque maggiori tornei, cresciuto fino al 40% della spesa totale nel corso di questa stagione.

Promuovere un meccanismo di solidarietà

La redistribuzione della ricchezza è limitata. Il rapporto del CIES infatti mette in evidenza che tra il 2009/10 e il 2014/15 il 67% delle indennità di trasferimento sono state pagate ai club che partecipano ai cinque maggiori campionati europei, una cifra che ha toccato il 70,5% nelle ultime due finestre di mercato. Per il CIES, se si vorrebbe migliorare la competitività del sistema dei trasferimenti, si dovrebbe promuovere un meccanismo di “solidarietà”. La soluzione ideale sarebbe quella di pagare, per ogni trasferimento, una quota ad ogni club in proporzione al numero delle gare disputate dal calciatore nello stesso.

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Nato a Roma nel 1984, dopo la facoltà di Scienze Politiche il salto nel giornalismo sportivo con una collaborazione triennale con Canale Inter.