L’indagine è stata molto complessa, ma estremamente veloce: 3 mesi. Sono state eseguite 22 custodie cautelari, 65 perquisizioni da Torino a Milano passando per Parma, Catania, Palermo, Sassari. Il tutto ha visto 200 uomini impiegati. Sono solo alcuni numeri dell’indagine che ha portato all’arresto, tra gli altri, del proprietario del Parma Giampietro Manenti.

Tra i reati c’è quello nuovo di autoriciclaggio

L’indagine, che in realtà è il risultato di due indagini distinte e ad un certo punto connesse tra loro, è stata raccontata in conferenza stampa dal Procuratore Aggiunto di Roma Michele Prestipino: “Abbiamo dato esecuzione a due provvedimenti del Gip di Roma, su richiesta della Procura, su contesti investigativi diversi che si sono connessi durante l’indagine. Le persone sottoposte alle indagini rispondono allo Stato, siamo in presenza di un’indagine che ha avuto durata breve e che ha avuto una risposta giudiziaria altrettanto rapida. Le persone sottoposte a indagine e cautela rispondono a concorso in peculato, associazione per delinquere, più la nuova figura dell’autoriciclaggio introdotta del dicembre 2014. Un reato ascrivibile a “chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa“.

Indagine chiusa velocemente

Il tutto, come spiega ancora Prestipino, “aggravato dal metodo mafioso. Tutto è frutto di un’indagine di due gruppi di lavoro, quello Economia e Direzione Distrettuale Antimafia. Nel corso dell’indagine, è stata necessaria un’accelerazione nel formalizzare i risultati e i provvedimenti giudiziari: ci siamo posti con chiara preoccupazione la necessità di interrompere subito delle condotte di reato gravi che erano in atto e che si sarebbero portate a compimento se non fossimo intervenuti. Il gruppo di soggetti che ha operato attraverso reati di frode informatica e riciclaggio era riuscito tra il 13 il 15 febbraio 2015 a effettuare trasferimenti di denaro su un conto europeo che sarebbero divenute disponibili per uso illecito“.

Guardia di Finanza nella sede del Parma

Nel frattempo, in mattinata c’è stata un’ispezione della Guardia di Finanza a Collecchio. Negli uffici del Parma si sono presentati sia gli agenti parmigiani che gli uomini del comando di Roma che stanno conducendo le indagini che hanno portato all’arresto di Giampietro Manenti.

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