La sera del 10 marzo 2015, sono più o meno le 22,30. Il Real Madrid ha appena perso 3-4 in casa contro la Schalke 04, riuscendo comunque a qualificarsi per i quarti di finale di Champions League. Le telecamere inquadrano un Cristiano Ronaldo accigliatissimo, che mentre esce dal campo sibila “Che vergogna”. Due giorni dopo, Florentino Perez convoca una conferenza stampa per l’ora di pranzo. Per molti è il capolinea di Carlo Ancelotti: una tesi sospinta anche da alcune indiscrezioni riportate il giorno stesso da Marca e scritte da un giornalista vicino alla presidenza del Real Madrid.

La crisi del Real riguarda anche Cristiano Ronaldo

Perez invece chiarisce fin da subito che Ancelotti resta sulla panchina del Real “succeda quel che succeda”. E che gli attacchi ad allenatore e giocatori sono stati spropositati. Tutto ripianato, almeno per il momento. Il fatto è che, come spesso accade nel calcio moderno, di mezzo c’è anche uno sponsor. Ancelotti non è uomo immagine di alcun brand, Cristiano Ronaldo sì: della Nike. Ecco allora che la sua grande rivale Adidas spera che CR7 – di recente non immune da critiche nonostante sia appena diventato il giocatore ad aver segnato più reti in Champions League (78) – decida di cambiare casacca. Passando (anzi tornando) magari a quella del Manchester United, dal prossimo anno targata proprio Adidas (e mettendo Nike in difficoltà).

Perez pensa alla cessione

Qualche giorno fa, su Calcio&Finanza, abbiamo trattato l’argomento dei diritti d’immagine dei calciatori. Al Real Madrid, attualmente, Cristiano Ronaldo cede circa il 50% dei propri proventi dai ricavi pubblicitari: parliamo in tutto di una cifra tra i 20 e i 30 milioni di euro all’anno. Cristiano Ronaldo è una macchina da soldi, tanto da sfruttare il personal branding come ulteriore fonte di emolumenti. Non senza problemi: vedi il caso della sua linea di scarpe, che lo ha fatto entrare in contrasto con Nike, di cui il giocatore è uno dei massimi uomini immagine.

Cristiano Ronaldo Nike

Alla percentuale che il club incassa ogni anno da tali ricavi, va aggiunta anche l’età del giocatore: 30 anni. Ecco perchè Florentino Perez ritiene di avere variabili sufficienti per poter considerare una cessione del giocatore. Da una parte, i ricavi dai diritti d’immagine hanno permesso al club di ammortizzare nel tempo parte della spesa affrontata per il suo ingaggio. Inoltre, rimandare l’operazione della cessione significherebbe non poter più incassare 150 milioni di euro, vista l’età.

Ronaldo coprirebbe il buco di 60 milioni della stagione fallimentare di Van Gaal

C’è un altro aspetto da considerare: secondo alcuni rumors spagnoli, la Nike starebbe pensando di puntare, come uomo immagine forte per la Liga, su Neymar. Il che porterebbe Nike a dichiarare guerra ad Adidas in casa Blaugrana (visto che i compagni d’attacco Messi e Suarez sono uomini delle tre strisce). Ecco che a CR7 allora converrebbe espatriare. E tornare al Manchester United, squadra che dal prossimo anno incasserà 94 milioni di euro per i prossimi 10 anni dalla sponsorship con Adidas.

Un gettito di denaro utile a tenere la squadra a galla per quanto riguarda il Fair Play Finanziario, certo. Ma la stagione attuale del club inglese, sotto la guida del nuovo tecnico Luis Van Gaal, non sta portando alcun frutto sul campo. Con il rischio che il club arrivi a rimetterci fino a 60 milioni di euro in caso di mancato accesso diretto alla Champions League. Ecco che Adidas sarebbe ancora pronta a metterci una pezza economica, facendo arrivare il portoghese e sfruttandone l’immagine in favore di sé stessa e del club.

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Classe 1984. Siciliano di nascita, romagnolo d’adozione, giornalista sportivo per vocazione. Tanta stampa locale (Corriere di Romagna, Resto del Carlino), poi il salto a Milano: master “Tobagi”, Sky.it, Libero, Linkiesta, Pagina99.