Da quando nel 2006 ha acquistato la Time Warner Book Group, il gruppo francese Lagardere è diventato il terzo editore mondiale per grandezza e giro d’affari. Un colosso di cui fanno parte anche la Hachette Livre e Virgin Radio. Ma è il ramo Lagardere Sports quello che va studiato con più attenzione: perché è nello sport che il gruppo vuole espandersi, lanciando la sfida ad un altro colosso mondiale come Infront.

Dalla carta al digitale

A rivelarlo è lo stesso Arnaud Lagardere, generale manager del gruppo, in un’intervista al periodico francese Les Echos. Una decisione che arriva anche dopo i numeri del 2014, che hanno visto soprattutto nel primo trimestre un calo dei ricavi del 6,2% a 1,53 miliardi, a fronte di una contrazione dei ricavi pubblicitari a 393 milioni. “Abbiamo venduto le nostre partecipazioni di minoranza in EADS, Canal + e del gruppo Amaury. Oggi, abbiamo riorientato il nostro business sulle quattro aziende complementari che ci permettono di assorbire shock economici: questo è un gruppo preparato per il futuro e pronto ad affrontare le sfide del digitale. Il nostro obiettivo per il 2015 è quello di raggiungere una crescita di circa il 5% del risultato di gestione del gruppo. E la nostra ambizione nel corso dei prossimi cinque anni è di raggiungere una crescita organica del 3% all’anno. Per fare questo, puntiamo su ambiti di crescita potenziali come lo sport“, spiega Lagardere. Il tutto a livello digitale, in un gruppo in cui il fatturato generato dalle attività storiche della carta rappresenta solo il 46% del fatturato.

Le priorità del gruppo: grandi eventi, consulenza e rappresentanza di atleti

Ma non è troppo tardi per competere con gli altri grandi del settore? “Questo business è ancora nella sua infanzia. E noi intendiamo svolgere un ruolo di primo piano al fianco di attori come Img o Infront, che è stato acquistato dal gruppo Wanda. Le nostre priorità sono la creazione di eventi, consulenza e rappresentanza di atleti. Rimarranno fuori dal nostro business gli agenti di calcio in Europa. Tuttavia, sosteniamo molti sport in molti altri Paesi. Siamo attivi nel tennis, nel golf, negli sport americani. Abbiamo imparato dai nostri errori. Ora abbiamo esperienza, competenze e risorse. Inoltre, i nostri azionisti del Qatar sono seri partner per sostenerci in questo business”, aggiunge Lagardere. “Vorrei aggiungere che l’arrivo di investitori cinesi in questo settore è una buona cosa. Questo aumenta la concorrenza. Per ora, noi siamo l’unico gruppo quotato attivo in questo mercato. Siamo l’unico “termometro” dell’attività”.

 

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