Ancora promesse, sempre le stesse. Ribadisce che pagherà gli stipendi. Fissa nuove scadenze: “Oggi”. Ma di motivi per credere a Manenti, i giocatori e i dipendenti del Parma non ne hanno più nemmeno uno. Il presidente dei ducali ha annunciato che “giovedì saremo in Tribunale per presentare il piano di rientro dal debito per salvare la società dal fallimento”, quel fallimento che ormai la Lega di A dà per scontato per poter aiutare i giocatori con il fondo predisposto nell’ultima riunione a Milano.

Nel frattempo il Comune di Parma ha revocato la gestione dello stadio Tardini al club, per cui non paga l’affitto dal 2011. “Il Comune di Parma e Parma Infrastrutture si rendono disponibili a concedere in gestione lo stadio comunale, al fine di consentire alla squadra di completare la stagione, compatibilmente con le esigenze organizzative delle gare”, si legge nella nota. Mentre salta fuori un fondo americano potenzialmente interessato a rilevare il Parma. E stavolta non sembra una fantasia di Manenti, ma è una notizia data direttamente da Tavecchio: “Un importante studio di Roma mi a contattato a tale proposito”, ha detto il presidente Figc.

Oltre al fondo americano, ci sarebbe un gruppo di imprenditori emiliani radunati dal sindaco Pizzarotti che potrebbe rilevare il club. Per capire i costi dell’operazione c’è da aspettare l’asta fallimentare. I debiti sportivi ammontano a quasi 50 milioni, più la valutazione della società (il Bari un anno fa aggiudicato per 4,8 milioni). Chi fosse interessato dovrà trattare coi calciatori e provare ad ottenere uno “sconto” del debito di una metà (almeno) del totale, se i fornitori dovessero rivalersi solo sul fallimento. La data fatidica è sempre quella del 19 marzo. Mentre la squadra continua a perdere pezzi: Cristian Rodriguez, arrivato dall’Atletico Madrid a gennaio, ha rescisso il contratto per andare a giocare nel Gremio, in Brasile.