Quattro spazi pubblicitari diversi, a seconda del momento della partita. Ognuno avrà un costo diverso, determinato soprattutto dalla presenza o meno di una squadra italiana. Anche la pubblicità e i broadcaster tifano per le squadre italiane in Europa. Perché se una (o più) di esse giocasse la finale di Champions o Europa League, il costo della pubblicità in tv triplicherebbe. Con vantaggi notevoli per chi ha i diritti televisivi degli ultimi atti delle coppe europee.

Publitalia, la concessionaria degli spazi, ha preparato un listino per entrambe le competizioni, suddiviso in quattro pacchetti: il break pubblicitario nell’intervallo tra primo e secondo tempo, il Superspot (30 secondi prima e dopo ogni tempo della partita), il Match (lo spot in coda alla partita, subito dopo il Superspot) e lo Speciale, cioè la pubblicità inclusa nel programma di approfondimento che va in onda dopo la gara.

La Champions League è chiaramente quella che muove più soldi. Sono stati preparati due listini per le partite dai quarti in avanti che variano in base alla presenza o meno della Juventus. Se i bianconeri dovessero giocare la finale, un break pubblicitario durante l’intervallo costerebbe 195mila euro. Se le due squadre fossero straniere, calerebbe fino a 105mila euro, quasi la metà.

Lo stesso vale per l’Europa League. Come scrive Daily Media, il costo del Supersport se la finale fosse tutta italiana sarebbe di 130mila euro. Se ci fosse una sola squadra di Serie A varrebbe 105mila euro. Se invece ipotizzassimo che le nostre fossero già tutte fuori, quegli stessi 30 secondi costerebbero agli inserzionisti “appena” 48mila euro, a causa di un’audience prevedibilmente molto minore.