Crisi Parma – Parma-Atalanta si giocherà regolarmente. Il campionato non sarà falsato, almeno per il momento. Il sì è arrivato sia dai giocatori ducali, ancora poco convinti dall’evolversi della situazione societaria, sia dalla Lega Calcio, che ha votato, non senza qualche polemica, la delibera sul piano di salvataggio del club crociato, proposta dal presidente della Figc, Carlo Tavecchio, con 16 voti favorevoli, tre astenuti (Napoli, Roma e Sassuolo) e un contrario (Cesena). L’entità dell’intervento necessario sarà fino a un massimo di 5 milioni, in base a ciò che deciderà il Tribunale.

La Lega ha previsto, però, che il prestito scatterà solo dopo l’udienza fallimentare del 19 marzo (e a patto che la squadra giochi i due prossimi match contro Atalanta e Sassuolo). La Lega si è resa disponibile con un atto di solidarietà e questo porterebbe ad un esercizio provvisorio per questo fine campionato per far sì che il calcio a Parma prosegua. I calciatori erano contrari? Hanno esordito dicendo che non era un problema di soldi ma di sistema, abbiamo loro assicurato che abbiamo già adottato provvedimenti sul fair-play finanziario e sui vivai”, ha spiegato il presidente federale Tavecchio. “E’ una situazione anomala ma è il riflesso del paese che c’è”. La richiesta dell’esercizio provvisorio è il primo passo fondamentale per il salvataggio del Parma Fc. Lo conferma a Calcio&Finanza anche l’avvocato Franco Zazzetta, curatore fallimentare sia della Sambenedettese sia dell’Ascoli Calcio. “Se non verrà chiesto l’esercizio provvisorio è tutto finito“, esordisce Zazzetta. “Non bisogna perdere il titolo sportivo. Secondo le norme il fallimento porta alla sua perdita, salvo che il tribunale non autorizzi l’esercizio provvisorio”.

I due problemi che ostacolano l’esercizio provvisorio del Parma Fc

Ora che la Lega ha deciso quasi all’unanimità per l’esercizio provvisorio e per chi lo finanzi, il fondo multe inflitte in stagione dal Giudice Sportivo, il Parma Fc può prendere fiato e cercare di sistemare tutti i tasselli che comporranno il quadro della sua salvezza, almeno societaria. “Una volta che l’esercizio provvisorio prenderà il via i giocatori devono essere pagati e, anzi, con la nuova normativa devono essere pagati anche i contributi ai dipendenti della società”, aggiunge l’avvocato Zazzetta a Calcio&Finanza. “Ora la federazione deve fare i suoi rilevamenti e capire se non ha ancora versato dei contributi alla società. Qualora la federazione non rimetta più le somme al club allora deve entrare in gioco un finanziatore terzo“. I problemi sarebbero due a questo punto. Primo. Gli stipendi dei giocatori del Parma Fc ammontano complessivamento da bilancio a poco più di 41 milioni di euro annui. Il curatore fallimentare, dopo l’istanza di fallimento, dovrà garantire i salari ai giocatori, almeno per 3 mesi, e quindi il fondo multe previsto a copertura dalla Lega Calcio non sarebbe sufficiente, per ora, per garantire l’effettivo proseguimento della stagione sportiva al club emiliano. “Poi chi nel corso del fallimento compra il titolo sportivo, facciamo un ipotesi per 1 milione, oltre a questo deve pagare, per iscriversi a luglio al prossimo campionato, gli stipendi maturati e non pagati prima della data di fallimento“, continua Zazzetta. A questo punto i giocatori sono liberi di rimanere o di cercarsi un’altra sistemazione. Secondo. Bisogna capire come vorrà muoversi l’attuale proprietario del Parma, Giampietro Manenti, che ieri ha chiarito così la sua posizione a Radio 24: “Il salvataggio del Parma? Il tentativo può farlo solo la proprietà, non può farlo un terzo”. Ma a questo punto il neo patron ducale sembra proprio avere i giorni contati come proprietario del Parma Fc.

Esercizio provvisorio, il precedente dell’Ascoli Calcio

Un esempio da seguire potrebbe essere proprio quello dell’Ascoli Calcio, che nel 2014 fu acquistato all’asta dall’imprenditore italo-canadese Francesco Bellini. I marchigiani presero diverse somme dalla federazione e, inoltre, il suo curatore fallimentare potè chiedere un fido bancario in grado di finanziare l’esercizio provvisorio e portare a termine così regolarmente la stagione agonistica. “Parlavamo di 400 mila euro però e di una squadra di Serie C“, ci tiene a precisare l’avvocato Zazzetta. “Oggi il valore del Parma è da squadra di Serie B nonostante giochi ancora nella massima serie”. I tempi ci sono, ma bisogna avere in mano, ed in modo esatto, tutti i numeri dei gialloblù. Sia l’Ascoli sia il Bari furono salvati nel giro di 1 mese e mezzo facendo poi arrivare nuovi investitori che consentirono il normale proseguimento dell’attività sportiva. Ora bisogna solo capire se c’è qualcuno veramente interessato a salvare il Parma e, poi, ad investire su di esso.