Entro mezzogiorno i broadcaster dovranno presentare le offerte. La Lega Serie A, attraverso l’advisor Infront, vende i diritti tv della Coppa Italia e della Supercoppa Italiana per tre stagioni, dal 2015 al 2018. Ma le tv, come è normale prima delle “buste”, al momento nicchiano: Mediaset si è sfilata, la Rai sembra perplessa, Sky, Fox e Discovery osservano la situazione prima di sferrare una possibile offensiva. Il prezzo per accaparrarsi la competizione è salito. Il contratto per l’ultimo triennio valeva circa 60 milioni di euro. Ora la Lega punterebbe ad ottenerne quasi 25 in più, per un totale vicino agli 85 milioni di euro, così distribuiti: un minimo di 26 milioni nel 2015/2016, 28 milioni per l’anno dopo fino a 30 per l’ultima stagione dell’accordo.

Questa, secondo Infront, è il prezzo giusto per le tv italiane. Cresceranno anche quelli delle piattaforme internet e mobile e per i diritti radio, raggiungendo un costo totale di circa 860mila euro. Siamo ben lontani, come accordo complessivo, dalla vagonata di milioni che in Inghilterra BBC e BT Sports hanno pagato la scorsa estate per assicurarsi i diritti (in condivisione) per la Fa Cup dei prossimi quattro anni: 200 milioni di sterline, circa 70 milioni di euro a stagione.

La formula delle due coppe in vendita rimane la stessa degli ultimi anni: 78 squadre partecipanti alla Coppa Italia (20 di Serie A, 22 di Serie B, 27 di Lega Pro e 9 di Serie D); tutte le partite a eliminazione diretta su gara secca, tranne le semifinali; e 8 teste di serie che entreranno in gioco dagli ottavi in avanti. La finale dovrebbe essere ancora disputata a Roma, in teoria. Mentre la Supercoppa manterrà la sua esterofilia che in questi anni ha portato buoni risultati in termini economici e di ascolti per la Rai. Ma si continuerà a giocare d’estate e non d’inverno come l’ultima finale tra Napoli e Juventus.