La Procura passa all’attacco: Tommaso Ghirardi, ex presidente del Parma, è indagato per bancarotta fraudolenta. I tre pm che si occupano del caso della società hanno iscritto nel registro il presidente, che al momento si trova nella sua casa in provincia di Brescia e verrà ascoltato nei prossimi giorni. I magistrati vogliono avere conto dei numeri del bilancio di dicembre 2014, quando Ghirardi aveva già venduto alla Dastraso Holding del petroliere albanese Rezart Taçi: quei numeri (di cui Calcio&Finanza vi aveva dato conto nelle scorse settimane) secondo gli inquirenti non dicono tutto quel che avrebbero dovuto. E nel frattempo escono dall’armadio altri scheletri relativi alle gestioni precedenti.

Anche il nuovo presidente dei ducali ha gli occhi della città addosso: Giampietro Manenti ripete di poter presentare alla Procura il proprio piano di risanamento della società. Ma – scrive la Gazzetta dello sport – i tempi stringono: la scadenza è quella del 12 marzo, perché una settimana dopo c’è l’udienza sul fallimento del club: «La prossima settimana ci presenteremo in Procura con dei pagamenti fatti”, ha ribadito ancora il presidente che ha perso da tempo la fiducia della tifoseria. “Di chi sono i soldi? Sponsor che credono nel sistema calcio”, ha detto Manenti, come al solito molto vago. “Volete sapere se sono un bluff? Probabilmente sì, probabilmente no. Lo vedremo”.

In questo clima tutt’altro che sereno, si è dimesso anche Pietro Leonardi, che non è più direttore generale del Parma: “Le mie condizioni di salute, peggiorate negli ultimi tempi, e la situazione ambientale che si è venuta a creare, non mi consentono di svolgere il lavoro proficuamente, non volendo risultare d’impaccio alla proprietà”.

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