Mezz’ora di incontro, dalle 9 del mattina, nel palazzo del Governo. Andrea Agnelli ha incontrato ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, l’uomo che ha in mano la delega allo sport e che ha ricevuto mandato da Matteo Renzi di occuparsi delle vicende spinose, e varie, della nostra Federazione, dal caso Tavecchio alla telefonata Lotito-Iodice. Proprio in quell’ufficio due settimane fa il presidente della Federcalcio aveva deciso di revocare le deleghe alle riforme al presidente della Lazio. E in quella stanza si è chiuso il giro del presidente bianconero tra i palazzi del potere cominciato lunedì: prima il Coni di Malagò, poi la Figc di Tavecchio, infine l’esecutivo di Renzi.

L’incontro – scrive Tuttosport – era in programma da tempo. Si è parlato della salute del calcio italiano, fanno sapere da Palazzo Chigi. Ma è probabile che non ci sia fermati al caso Lotito e alla drammatica situazione del Parma, che sarà al centro della delicatissima riunione di Lega di venerdì. Il colloquio ha riguardato anche le possibili riforme strutturali del nostro calcio. Le stesse che Agnelli aveva già esposto davanti a deputati e senatori juventini dello Juventus Club Parlamento: un “testo unico dello sport” che includesse una nuova disciplina del professionistmo, nuove regole sui diritti tv, marchi maggiormente tutelati per favorire il merchandising e nuove norme per costruire i tanto sospirati nuovi stadi. Ma ci sarà da attendere. Nonostante il presidente bianconero si sia mosso in prima persona per far arrivare il suo messaggio ai piani più alti.