E se il megacontratto da 940 milioni con il Manchester United si rivelasse un boomerang per Adidas? Il sospetto è forte, soprattutto dopo gli ultimi rumors che vogliono la Federcalcio tedesca intenzionata a chiedere un ritocco al contratto di sponsorship con la casa delle tre strisce. Il rischio è che la Mannschaft passi alla Nike: uno schiaffo che Adidas, già alle prese con l’inseguimento nei confronti del brand americano, non può permettersi di prendere.

L’effetto domino del contratto con i Red Devils

Le cifre dell’accordo tra Adidas e United sono note da tempo: 940 milioni di euro per i prossimi 10 anni, 94 milioni a stagione a partire dal 2015/16. Un contratto monstre, il più ricco del mondo nel mercato del pallone. Ma, allo stesso, tempo, un rischio grosso per Adidas. La casa tedesca, nel contrattare con il club della famiglia Glazer, è stata in qualche modo costretta a spingere sull’acceleratore, per inseguire la Nike e colmare un gap nelle vendite minato anche, negli Stati Uniti, dalla risalita di Under Armour. E ora, deve stare attenta a tutti quelli che bussano alla porta per i ritocchi ai contratti. Il primo a farne le spese è stato Andy Murray, che ha dovuto mollare Adidas per l’incapacità del brand di soddisfare le sue richieste economiche.

Nike si prepara al colpaccio

Tra gli esperti di mercato, hanno fatto scalpore le ultime mosse di Nike, che spesso e volentieri si è fatta sfuggire alcune importanti sponsorizzazioni. La prima è stata proprio quella dello United: sembrava tutto fatto per il rinnovo a 70 milioni di euro l’anno, ma di fronte ai 94 di Adidas, il “baffo” non ha rilanciato. E anzi ha perso pure il Porto in favore di New Balance (che quest’anno però utilizza il marchio Warrior) e la Juventus, che dal prossimo anno vestirà Adidas.

Ora, lo scalpore lascia spazio al dubbio che Nike si sia ritirata strategicamente per provare a fare il grande colpo: rubare la nazionale della Germania ad Adidas. Ovvero, rompere una partnership storica, che dura dal 1954 e che ha vissuto momenti importanti come la semifinale dell’Azteca del Mondiale del 1970 o la prima vittoria della Coppa del mondo della Germania riunificata, nelle “notti magiche” del 1990.

Germania Mondiali 1990 Adidas

Il primo campanello d’allarme, per Adidas, è suonato quando un’altra corazzata tedesca, il Bayern Monaco, ha contattato il brand per chiedere un adeguamento economico del contratto. Attualmente, il club di Pep Guardiola intasca 26 milioni di euro all’anno bonus compresi, molto rispetto a club di recente meno vittoriosi come l’Arsenal (38 milioni di euro) o Liverpool (attualmente 31, diventeranno 35 dal prossimo anno).

La guerra Adidas-Nike per i Mondiali 2018 è già cominciata

Nike ci aveva già provato nel 2007. Nell’occasione, Karl-Heinze Rummenigge aveva spiegato che “Non posso immaginarmi che un calciatore del Bayern indossi la maglia della Germania con sopra la sigla della Nike”. L’accordo poi non era stato raggiunto, nonostante il “baffo” avesse messo sul piatto 500 milioni di euro. Ora, il secondo tentativo. Il contratto con Adidas prevede che la Dfb, la Federcalcio tedesca, prenda meno di 30 milioni l’anno, contro i 42 milioni che Nike versa alla nazionale francese. Un divario troppo grande, per una squadra che lo scorso luglio ha vinto il Mondiale. Ora la Dfb, il cui contratto scade nell’anno della prossima Coppa del mondo in Russia, vuole un ritocco. Altrimenti, porte aperte a Nike.

 

PrecedenteCarpi e Bologna, i nuovi stadi passano dalla Serie A
SuccessivoIl Leicester City annuncia una perdita di 20,8 mln ma rientra nei parametri FFP
Classe 1984. Siciliano di nascita, romagnolo d’adozione, giornalista sportivo per vocazione. Tanta stampa locale (Corriere di Romagna, Resto del Carlino), poi il salto a Milano: master “Tobagi”, Sky.it, Libero, Linkiesta, Pagina99.