Stadio Brescia – Da mercoledì 25 febbraio il Brescia Calcio, dopo 24 anni e mezzo, non è più della famiglia Corioni. La nuova era ha un nome ben chiaro, Profida Italia, come lo ha il suo artefice, Riccardo Sagramola.

L’aumento di capitale sottoscritto dalla Brescia Holding dovrebbe toccare i sei milioni di euro tanto da permettergli di acquisire il 99,8% delle Rondinelle. Il restante 0.2% rimarrà, invece, nelle mani dell’ex presidente Corioni, che a breve lo cederà sempre alla Brescia Holding alla simbolica cifra di 1 euro.

Risolta la querelle societaria il Brescia potrà pensare finalmente anche al “nuovo Rigamonti”. Un progetto che vede protagonista Infront Italy, che fin dai tempi della gestione Corioni è interessata alla nascita di un nuovo impianto nella città lombarda. Calcio&Finanza ne ha parlato con Giuseppe Ciocchetti, direttore generale di Infront Italy, che ha confermato l’interesse dell’advisor della Lega Serie A per la nuova casa del Brescia. “Abbiamo sempre sperato che la cessione del Brescia si potesse chiudere positivamente, come del resto è stato”, ha esordito Ciocchetti. “Stiamo parlando di una realtà importante e di Riccardo Sagramola, un esperto del settore. La nascita di un nuovo impianto a Brescia è molto importante per una realtà calcistica come questa e Infront è sempre stata interessata a questo tipo di operazione”.

Stadio Brescia, il know-how di Infront al servizio delle Rondinelle

Infront Italy non costruirà un “nuovo Rigamonti”, ma metterà a disposizione della società lombarda il proprio know-how per una migliore fruibilità della struttura, realizzando tutti quei servizi che possano invogliare uno spettatore ad andare a vedere dal vivo una partita di calcio.”Il nostro impegno a Brescia si focalizzerà soprattutto sui diritti di marketing”, ha spiegato Ciocchetti. “Noi non siamo degli architetti, ma come advisor della Lega Serie A dobbiamo mettere a disposizione del Brescia Calcio, e comunque di tutti club della Serie A e della Serie B, il nostro know-how affinchè si arrivi ad uno sviluppo peculiare degli stadi in Italia. Non possiamo continuare a vedere stadi vuoti”.

A livello economico l’investimento di Infront Italia sarà inferiore ai 9 milioni in cinque anni di cui spesso si è visto scritto sui giornali. “La cifra sarà di molto inferiore, ben allineata agli attuali valori del Brescia Calcio e potrà variare in base alla permanenza in Serie B o alla promozione in Serie A. L’accordo avrà una durata di 6 anni”, sottolinea il direttore generale di Infront Italia. Al di là dei numeri ciò che ora è importante è la salvezza sul campo. Qualora le Rondinelle dovessero piombare in Lega Pro le cose cambierebbero notrevolmente. “Infront Italy non lavora in lega Pro“, dice Ciocchetti. “Un nuovo stadio in quella categoria non avrebbe più senso. I nostri interessi e quelli della B, e della stessa A, sono molto distanti da quesa categoria“. Il “nuovo Rigamonti”, quindi volente o nolente, passa da Calori e dalle gambe dei suoi ragazzi.