Varese – Nicola Laurenza ha lasciato la sua carica di presidente del Varese Calcio e la stampa locale lo ha definito uno “choc benefico”. “Il presidente Laurenza si è dimesso per il bene della società“, spiegano da Via Manin a Calcio&Finanza. “Ora il club ha quattro mesi per risanare il debito e trovare i fondi necessari per potersi iscrivere al prossimo campionato senza dover ripartire da zero“.

A scendere in campo sono state fin da subito le istituzioni attraverso il sindaco Attilio Fontana e il presidente della Provincia, Gunnar Vincenzi. “Il Varese Calcio cerca degli investitori che provengano dal territorio del varesotto. Necessitiamo soprattutto di imprenditori locali che vogliono tenere in vita la società biancorossa“, aggiungono da Via Manin. “Per ora rimaniamo in attesa. Non sono arrivate ancora delle offerte concrete, ma lavoreremo affinchè la situazione si possa risolvere il più velocemente possibile, senza far correre rischi al marchio sportivo“. Le due vie d’uscita paventate dalla società lombarda sono, da una parte, una ristrutturazione del debito, con una possibile rateizzazione dello stesso, e, dall’altra, il fallimento pilotato in stile Bari Calcio, che consentirebbe alla società di finire all’asta nella speranza di essere rilevata da un nuovo investitore. Secondo la stampa locale, Laurenza sarebbe disposto a cedere a costo zero la sua parte, l’85%, e chi entrerebbe al suo posto procederebbe ad una ricapitalizzazione della Spa e, quindi, alla ristrutturazione del debito seguendo i dettami del 182 bis. Verrebbe, quindi, concordato con lo Stato, principale creditore attraverso l’erario, e con gli altri creditori l’abbattimento del debito attraverso una riduzione o una rateizzazione, non senza l’omologa del tribunale.

Calcio&Finanza ha visionato il bilancio d’esercizio del Varese 1910 S.p.A. al 31.12.2013, quello finora depositato, dove si è evidenziato un passivo pari a 2.3 milioni di euro. Dal documento si evince che il presidente Nicola Laurenza ha sperato fino all’ultimo di poter far rimanere a galla la società con delle scelte mirate per garantire una dignitosa stagione 2014/2015. “Il management si è messo al lavoro per la stagione sportiva 2014-2015 per costruire una squadra competitiva e allo stesso tempo sostenibile finanziariamente mediante un contenimento dei costi fissi di gestione sia della Prima Squadra sia del Settore Giovanile“, si legge nel documento. Quello che è pesato soprattutto sembra essere stato la mancanza di un sostegno economico da parte degli sponsor.La riduzione delle liquidità immediate sono riscontrabili anche nella contrazione finanziaria derivante dalla scarsa liquidità prodotta dai contratti di sponsorizzazione”. Ma anche dalle difficoltà sportive della squadra lombarda, che anche quest’anno sta lottando per non retrocedere, fattore che non ha reso il club di Via Manin appetibile a dei possibili finanziatori. “Il resto dei ricavi, che tra l’altro derivano dall’attività caratteristica, registrano invece un’importante contrazione determinata dalla diciottesima posizione in classifica della Prima Squadra. Tale posizionamento ha ridotto la capacità patrimoniale della società in termini di contributi Lega, incassi agli eventi sportivi nonché una certa “freddezza” nel sostenere la squadra in termini economici e pubblicitari da parte di potenziali investitori e stakeholder locali“.

Ora sembra che in campo sia sceso il cuore di Varese. La città si è stretta intorno alla sua squadra e tenterà il tutto e per tutto per cercare di non perdere un patrimonio importante per la comunità varesotta. Intanto, arriva una nuova tegola in via Manin, a seguito di segnalazione della CO.VI.SO.C, il Procuratore Federale ha deferito al Tribunale Federale Nazionale-Sezione Disciplinare il presidente Laurenza, “per non aver documentato agli Organi Federali competenti l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di maggio e giugno 2014“. Deferita anche la società a titolo di responsabilità diretta. Stessa sorte toccata a Luigi Ragazzoni, “per non aver documentato agli Organi Federali competenti l’avvenuto pagamento degli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2014, nei termini stabiliti dalla normativa federale“, e per non aver documentato l’avvenuto pagamento dei contributi Inps per la mensilità di ottobre 2014 e delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti per le mensilità di luglio e agosto 2014. La società è stata, anche in questo caso, deferita a titolo di responsabilità diretta.

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