Dal signor B. (Berlusconi) a mister B. (Bee Taechaubol). Dopo le indiscrezioni di “Repubblica”, l’uscita allo scoperto sul “Bangkok Post”: “Sì, voglio il Milan per 1 miliardo di euro”. Bee Taechaubol sarebbe quindi pronto all’assalto del club rossonero. E su di lui, i giornali italiani si sono scatenati.

Gazzetta e Corriere dubbiosi

La sponda di Rcs rappresenta quella meno favorevole alla vendita a Taechaubol. Sulla “rosea”, puntano il dito su una frase detta a Cannavaro e sui problemi con la Sec thailandese. Di mister Bee, come lo conoscono tutti in patria, non si sa granché. Di certo – ed è questo che avrebbe fatto alzare le sopracciglia in via Aldo Rossi – c’è che non stiamo parlando di un magnate, o di un imprenditore. Ma di un broker con il pallino del calcio. Pallino di cui avrebbe approfittato qualche mese fa Fabio Cannavaro. L’ex Pallone d’oro contattò Taechaubol per organizzare un tour asiatico con alcune grandi ex stelle del calcio internazionale. Nacque così l’evento Global Legend Series: tra Bangkok, Singapore e Kuala Lumpur si videro stelle del calibro di Figo, Owen, Shevchenko. Ma è nelle pieghe dell’incontro con Cannavaro che stanno alcune delle preoccupazioni della dirigenza rossonera. All’epoca dell’incontro con l’ex capitano della Nazionale, nel 2014, si era già vociferato di un interesse di Taechaubol per il Milan. Ma mister B, parlandone con Cannavaro, gli disse: “Per il Milan ci vogliono 900 i milioni e io questi soldi non li ho”. Ora ci vorrebbe 1 miliardo. Una valutazione che non si basa sulle dichiarazioni in merito di Barbara Berlusconi (“Per il 30% del Milan ci vogliono 300 milioni”) e che trova conferme sulle stime del Milan analizzate ed aggiornate da Calcio&Finanza.

Sempre secondo la “Gazzetta dello Sport”, a non tranquillizzare il Milan c’è anche un documento di fine gennaio, firmato dalla Sec, l’organo di controllo thailandese sulla trasparenza delle attività del mercato locale (una sorta di Consob, per intenderci): “Ma al di là delle dichiarazioni di facciata, conta di più capire cosa c’è dietro Mister B e quali garanzie avrebbe. Così scopriamo che il 22 gennaio la Sec, il corrispettivo thailandese della Consob italiana, ha accusato la Thai Prime e il suo Ceo di “unfair treatment among EIC shareholders”, ossia di trattamento iniquo tra gli azionisti della Eic, un’azienda pubblica thailandese. E una commissione ha stabilito che Bee ha violato le regole”, spiega la “Gazza”.

“Un miliardo di fastidi”

E il Corriere rincara: “E non ci sono dubbi sul fatto che ami la finanza, anche quella più spericolata. Più volte è finito sotto inchiesta della Consob thailandese, tanto da essere inserito nella blacklist degli investitori, da cui è stato cancellato solo nel 2011”. “Villa Germetto da sola vale di più” è uno dei commenti che secondo il “Corriere della Sera” in questi giorni starebbe girando di più tra i corridoi di Casa Milan. Già, perché sono anche le dimensioni economiche del business di Taechaubol a non convincere, visto che secondo il Corsera “viene vissuto come un personaggio in cerca di pubblicità: da mesi gira l’Europa raccontando di avere già comprato il club, incappando in diverse gaffe. Mister Bee non ha infatti alle spalle un impero, come la famiglia del presidente dell’Inter Thohir. La sua società avrebbe a disposizione un capitale di 90 milioni”. Che non bastano nemmeno per Villa Germetto, appunto.

Repubblica cavalca l’onda thaliandese

Ma mister B è più convinto che mai e rilancia. Lo fa dalle colonne di “Repubblica”, che giorni fa ha pubblicato l’indiscrezione sul suo interesse per i rossoneri: “Non è beneficienza: il potenziale del calcio nel nostro continente è straordinario. E non è speculazione: il nome e il prestigio del club lo escludono in partenza. Ho esposto un progetto di sviluppo articolato, con un piano particolareggiato per ogni grande città d’Asia. Sono convinto del formidabile valore del brand su un mercato da potenziare. Io non millanto capitali. La proposta è seria e solida. I colloqui con Berlusconi sono stati sereni e gradevoli”.

L’idea di Taechaubol sarebbe quindi di rapportarsi al Milan come fatto fino ad ora con le aziende da lui acquistate per società terze: raccogliendo capitali stranieri da investire nel Milan, il tutto grazie all’appoggio di una banca d’affari internazionale come De Rotschild. La questione Sec? Per Repubblica, Taechaubol “Ha esibito un documento del Ministero degli Affari Esteri, ufficio Financial and banking crime department of special investigation, che in data 28 febbraio 2012 ne certifica la correttezza. La mancanza di capitale personale e l’attività principale di broker finanziario e mediatore? Si è proposto come capo-cordata”.