Parma – Il Parma Fc è nelle mani di Fiorenzo Alborghetti, manager di Mapello, un piccolo paesino a 10 km da Bergamo, e direttore del reparto Risorse Umane delle cartiere Pigna, storica azienda cartiera di Alzano Lombardo, all’interno della quale ricoprire anche il ruolo di consigliere di amministrazione dal 2000. Dal 2010 è anche amministratore delegato della RileCart, azienda che produce rilegatrici per uffici.

Ora Alborghetti dovrà pensare solo al Parma Calcio. Il club emiliano è ad un passo dal baratro sportivo e societario, con la squadra diretta da Roberto Donandoni ultima in classifica e con la sorprendente uscita di scena della Dastraso Holding e di Taci, rimasti alla guida amministrativa dei crociati per neppure due mesi. Il 16 febbraio c’è la seconda tranche di pagamenti da effettuare, qualora i soldi non arrivassero il Parma rischia punti di penalizzazione, che lo condannerebbero alla retrocessione quasi inevitabile, e, soprattutto, al possibile fallimento societario.

L’intervista di C&F con Fiorenzo Alborghetti

Calcio&Finanza ha raggiunto telefonicamente Fiorenzo Alborghetti, uomo di fiducia di Giorgio Iannone, amministratore delegato delle Cartiere Pigna, che si è già chiamato fuori dal “caso Parma”. Il manager di Mapello si definisce “un traghettatore” del club emiliano fino a quando non si definirà il nuovo Cda societario. Il “caos Parma ” appare una matassa difficile da sbrogliare, ma Alborghetti non teme il futuro. “Lavoro all’interno di diversi Cda molto importanti. Mi sento sicuro con la società che ho alle spalle. Se non lo fossi stato chi me lo avrebbe mai fatto fare di immischiarmi in una tale complicata vicenda”. Alborghetti non si sbilancia, invece, quando si parla di numeri. Il Parma ha bisogno di circa 50 milioni di euro entro il 16 febbraio per poter evitare una dura penalizzazione in termini di punti in classifica, senza contare che ne serviranno altri per cercare di far rimanere a galla finanziariamente i ducali. “Dobbiamo fare ancora bene i conti. I numeri li ho visti solo scritti sui giornali. Devo ancora capire cosa è stato fatto dalla precedente gestione in questo mese e mezzo. Lì potremo capire esattamente quanto ci bisognerà mettere realmente sul piatto“.

Manenti e Mapi

Alla domanda diretta se Giampietro Manenti e Mapi Group siano la società che effettivamente ha rilevato il Parma Calcio dalle mani di Taci, Alborghetti replica così. “Se le dicessi di sì lo prenderebbe come un sì, se le dicessi di no lo prenderebbe come un no. I nomi si potranno fare solo quando la situazione sarà chiara e quando il nuovo Cda sarà formato“. Ma quando gli facciamo capire che i tifosi gialloblù sono molto preoccupati all’ipotesi che il nuovo proprietario possa essere Manenti il manager ha replicato: “Mi risulta che, in occasione dell’affare Brescia calcio, a non presentarsi dal notaio sia stato proprio il presidente Corioni e non Manenti. E’ come se lei voglia comprare casa e la controparte alla fine non si presentasse all’atto finale. La volontà c’è, ma senza l’altra parte interessata e un pò difficile concludere un affare“. Adesso pare che le due parti si siano strette la mano, i tifosi del Parma dovranno, però, ancora attendere per capire in quale mani siano finiti.

Alberto Lattuada