La battaglia per la copertura televisiva in diretta della Premier League per il triennio 2016-19 si profila per essere una gara aperta e in cui nulla è scontato. Di sicuro, per il momento, c’è che il precedente record di 3,018 miliardi di sterline pagati da Sky e BT Sport per il triennio 2013-16 sta per essere spazzato via da una cifra che si aggira attorno ai 4 miliardi di sterline. Una competizione feroce dunque, quella che si prospetta per le 168 partite in diretta a stagione, divise in sette pacchetti,  in cui il prezzo per una singola partita potrebbe schizzare all’incredibile cifra di 8 milioni di sterline. Anche perché Sky (nuovamente uno dei sicuri protagonisti), per mantenere almeno quattro dei pacchetti che ha a disposizione, dovrà fare un enorme sacrificio economico mentre BT Sport (l’altro), di sicuro, cercherà un incremento del pacchetto attuale, che dà loro il diritto di trasmettere 38 partite in diretta all’anno. La sfida alle due emittenti tv potrebbe arrivare da Discovery Communications, società statunitense proprietaria di Eurosport mentre, a margine, non è neppure esclusa la possibilità che beIN Sport, la rete televisiva più ricca del mondo, del Qatar, possa anch’essa presentare un’offerta.

Diritti tv Premier League – La situazione attuale

Sky ha a disposizione 116 gare live stagionali, mentre BT dispone di altre 38 partite, per un totale di 154 partite in diretta annuali cedute in sette pacchetti. L’asta per il 2016-19 prevede anch’essa sette pacchetti in vendita, ma organizzati in maniera più complessa: cinque pacchetti infatti sono composti da 28 partite, due pacchetti invece includono 14 match ciascuno (mentre circa una dozzina di gare extra verranno trasmesse il venerdì sera). A un’emittente sarà consentito un massimo di 126 partite a stagione o quattro pacchetti “grandi” più un pacchetto piccolo. Questo è quello che Sky possiede attualmente e vorrebbe mantenere: per questo la nota emittente tv di Murdoch sarà quasi certamente disposta a pagare più dei 2,2 miliardi di sterline investiti per l’ultimo triennio. Tuttavia, come detto poc’anzi, non è da sottovalutare la presenza di un eventuale  terzo incomodo ( o più d uno) che potrebbe prendere qualcosa a Sky.  BT ha tasche profonde (ha speso 897 milioni di sterline per i diritti sulla Champions League e Europa League in diretta per tre stagioni a partire 2015-16 e non vogliono meno di 38 gare di PL che hanno ora). In questo senso, la vera incognita tuttavia rimangono le intenzioni delle altre due pretendenti, e cioè se Discovery e beIN Sport entreranno a far parte della competizione con offerte di successo.

asta diritti tv premier

Diritti tv Premier League – I club inglesi saranno ancora più ricchi

Il valore del “piatto” messo all’asta per il periodo 2013-16 ha superato i 5,5 miliardi di sterline, tra diritti tv nazionali (3.018 miliardi) e quelli esteri (2.23 miliardi). Il pacchetto 2016-19 dovrebbe invece essere vicino a  7 miliardi, con i 4 miliardi provenienti dai soli diritti tv nazionali e un parallelo incremento dei 2,23 miliardi per quelli esteri del precedente triennio (nonché 204 milioni in più concordati dalla BBC per Match Of the Day). La stragrande maggioranza del denaro finirà per essere diviso tra i club di Premier League. Un riflesso non di poco conto per gli equilibri del calcio europeo: più soldi significa maggior capacità di investimento per rinforzare rose e strutture nonché maggiori chance di ambire ai grandi trofei internazionali. Il gap con le altre realtà europee è infatti evidente: la nostra Serie A, per il triennio 15-18 ha venduto il pacchetto a un miliardo a stagione (3 miliardi in totale); la Bundesliga, vale la metà della Serie A (546 milioni di euro), mentre la Liga spagnola e la Ligue1 si fermano rispettivamente a 652 milioni e a poco più di 600 milioni. Cifre che impallidiscono dunque rispetto a quello che circolano in Premier.

Diritti tv Premier League – I prezzi degli abbonamenti tv

Se Sky e BT si divideranno i diritti in linea di massima come accaduto per il precedente triennio, gli appassionati non noteranno alcuna differenza nei prezzi. Tuttavia, se una terza o anche quarta emittente verrà coinvolta saranno necessarie maggiori sottoscrizioni, quasi certamente a un costo aggiuntivo. La stessa Sky, se perdesse una parte del suo pacchetto tv, avrebbe l’obbligo di ridurre i prezzi per mantenere intatta la sua schiera di clienti. Diverso è invece il discorso sui prezzi dei biglietti allo stadio, visto che, nonostante essi siano tra i più alti al mondo, in ogni gara del campionato quasi sempre si registra il tutto esaurito. Possibile tuttavia che la Lega inglese si aspetti dai club qualche idea creativa per agevolare, ad esempio, i tifosi più giovani o chi è più lontano. Cos’ come è possibile che, grazie al nuovo accordo tv, le società si dirigano vero questa direzione.

Fabio Colosimo

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