Calcio Turco – Centrali elettriche, gioco d’azzardo, gas e società assicurative sono tutte le attività statali che cercheranno di attrarre gli investitori internazionali in Turchia nel 2015, dopo che il governo ha deciso di continuare massicciamente la sua campagna di privatizzazione.

Quest’anno la Turchia offrirà interessanti opportunità per gli investitori stranieri e le migliori di queste arriveranno proprio dalla vendita delle proprietà statali. Nel 2015 si attendono 22 miliardi di dollari provenienti dalle offerte relative ai beni dello Stato, con un obiettivo di crescita del +60% sulle transazioni. I piani del governo turco, intanto, cercheranno di raccogliere 3,6 miliardi di lire (turche) dalla vendita delle sue attività nel 2015 e 6,8 miliardi di lire (turche) nel 2016. Le grandi offerte arriveranno per il settore dei servizi finanziari, dell’intrattenimento e dell’energia.

Ma un altro settore che potrebbe vedere un nuovo slancio potrebbe essere proprio quello calcistico. Le società turche, oltre a divenire ghiotte per investitori stranieri, qualora i proprietari locali decidessero di farli entrar nel mercato come sta accadendo in altre top league, potrebbero anche cercare “beni” all’estero, seguendo i 3,3 miliardi di dollari d’investimento della Yildiz Holding AS utilizzati per acquisire la United Biscuits Holdings Ltd, un’affare nato nel tentativo di espandere le vendite e portare nuovi marchi nel “portafoglio clienti turco”. Un esempio che arriva proprio dalla famosa società operante nel settore alimentare e in quello delle bevande, nonché principale sponsor della nazionale turca, del Galatasaray e del Fenerbahce, che ha fatto recentemente sapere alla Federazione calcistica turca che non sosterrà più il settore, dopo aver investito 215 milioni di dollari nello sviluppo del “soccer” locale negli ultimi nove anni. 

Calcio Turco, ancora nessun investitore straniero

Calcio&Finanza ha parlato con Calcioturco.com, il portale italiano dedicato al calcio made in Turchia, dell’attuale situazione societaria dei club di SuperLig, il massimo campionato locale. “Molti club turchi vivono di ‘azionariato popolare’, quindi anche se sono in crisi – vedi Galatasaray, Bursaspor – puntano a rilanciarsi ‘dall’interno’, senza capitali dall’estero. Una delle particolarità del calcio turco è che non esistono proprietari stranieri, almeno per ora. Qualche timida apertura da parte del Galatasaray c’è stata nei mesi scorsi, quando una cordata russo-kazaka chiese informazioni, ma non se ne fece nulla“, ha detto il portale. Mentre chi è pronto ad investire in Europa è Mehmet Ceyhan del Kahramanmaras Spor, club di terza divisione, che ha viaggiato più volte a Barletta per interessarsi al futuro del club pugliese, oppure il Galatasaray che avrebbe in programma di acquistare alcuni club in Europa (3/4 da diverse nazioni) per creare un network in stile Udinese-Granada-Watford.

Alberto Lattuada