Gianluigi Buffon, principale azionista della Zucchi con circa il 57% del capitale, non ha sottoscritto la propria quota di competenza, pari a 5 milioni, nell’ambito dell’aumento di capitale lanciato dalla società contestualmente alla ristrutturazione del debito bancario.
Il portiere della Juventus e della Nazionale, che partecipa al capitale della Zucchi attraverso GB Holding e che avrebbe dovuto sottoscrivere la propria quota dell’aumento di capitale entro la fine del 2014, ha tuttavia ribadito il proprio impegno ad effettuare, in base agli accordi negoziali stipulati nel 2013, il versamento di tale importo entro il 31 gennaio 2015. GB Holding ha altresì manifestato l’intenzione di verificare con gli amministratori della Zucchi la possibilità di effettuare il versamento anche in più soluzioni, con diverse modalità e tempistiche da concordare, tenendo comunque conto delle esigenze finanziarie della società.
Intanto, però, a seguito del mancato versamento da parte di Buffon entro il termine del 31 dicembre 2014 della residua parte dell’aumento di capitale, il cda della Zucchi si è attivato per l’escussione della fidejussione, rilasciata da Buffon il 30 settembre 2013 a garanzia dell’inoptato dell’aumento.
Il comunicato diramato dalla Zucchi ricorda che lo scorso 21 marzo 2013, contestualmente alla sottoscrizione dell’accordo di ristrutturazione del debito bancario,Buffon si era impegnato – con esclusivo riferimento alla parte inscindibile dell’aumento di capitale in opzione pari ad 20 milioni – a sottoscrivere e liberare la quota di propria spettanza, nonché a (i) sottoscrivere integralmente la parte dell’aumento di capitale in opzione eventualmente rimasta inoptata; (ii) liberare l’aumento di capitale in opzione in denaro all’atto della sottoscrizione dello stesso per un importo pari alla differenza tra 12,5 milioni e l’ammontare dell’aumento di capitale in opzione liberato a fronte dell’esercizio dei diritti di opzione da parte di tutti gli azionisti della società; (iii) liberare l’aumento di capitale in opzione in denaro per il residuo importo (pari a massimi 7,5 milioni) entro il 31 dicembre 2014, di cui 2,5 milioni già precedentemente versati alla data del 5 agosto 2014, così come comunicato al mercato in data 28 agosto 2014.

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