Rangers – Continua la saga in casa di uno dei club più importanti di Scozia, il Glasgow Rangers, una vicenda che si arricchisce sempre più spesso di nuovi colpi di scena. Ora infatti, ci sarebbero tre nuovi investitori per i Rangers di Glasgow, tre importanti uomini d’affari, che sarebbero disposti a venire in aiuto della società: George Letham, Douglas Park e il già azionista George Taylor, avrebbero offerto 6,5 milioni di sterline come alternativa ad ulteriori finanziamenti del proprietario del Newcastle e anch’esso azionista della gloriosa società scozzese, Mike Ashley. I tre infatti, vorrebbero mettere le mani su tutte le 40,739,000 azioni che saranno rilasciate in una proposta di raccolta fondi nel mese di gennaio e approvata in una precedente risoluzione.

Il rifiuto della Scottish Football Association al “soccorso” di Ashley

Proprio ieri C&F riportava come la “Scottish Football Association ha respinto la richiesta di Mike Ashley di alzare la sua partecipazione nel Glasgow Rangers al 29,9%. L’attuale proprietario del Newcastle United ne detiene, per ora, l’8,92% e ha chiesto l’ulteriore aumento in seguito al suo finanziamento “di soccorso”.

Il club ha infatti la necessità di reperire circa 8 milioni di sterline per poter proseguire la sua attività operativa nei prossimi 12 mesi e starebbe organizzando una nuova emissione di azioni per l’inizio del nuovo anno, senza dimenticare l’offerta ancora sul tavolo di un consorzio pari a circa 20 milioni di euro, in cu vi sarebbe anche la partecipazione dell’ex manager Dave King (operazione dalla quale è separata quella dei tre imprenditori).

L’offerta del “Trio” per i Rangers

I tre nuovi investitori per i Rangers avrebbero già fatto pervenire l’offerta al presidente David Somers, con la prova di avere i finanziamenti necessari a sostenere l’operazione e  includendovi la necessità di avere due rappresentanti in seno al Cda. Il consorzio infatti avrebbe il profilo giusto per potersi accollare le esigenze più impellenti della società : Letham in precedenza ha già finanziato il club elargendo un milione di sterline, Park invece è uno dei businessman di maggior successo (fondatore della Park’s Motor Group) in GB, mentre Taylor, amministratore delegato di una società di servizi finanziari con base ad Hong Kong, possiede già il 3,2% delle azioni del club. L’offerta è giunta al numero uno della società tramite mail, dopo la riunione generale di lunedì ad Ibrox, ma prima che i risultati della votazione degli azionisti venissero resi noti.

Intanto, della medesima proposta è stata informata inoltre la SFA, nonché l’avvocato dei blues e la società che sovrintende la quotazione del club sul mercato alternativo degli investimenti.

Gli ostacoli

L’ostacolo maggiore ai tre nuovi investitori per i Rangers è che una precedente risoluzione, la “resolution nine”, che prevedeva la possibilità di poter acquisire tutte le azioni da parte di nuovi investitori senza che le stesse venissero prima offerte agli azionisti stessi, è stata respinta. Un portavoce ha poi sottolineato la delusione del consorzio, in quanto “si conosce la disperata necessità del club di reperire fondi e gli attuali componenti del Consiglio hanno votato contro gli investimenti di nuovi azionisti“.

Dopo la chiusura della SFA ad Ashley, che, secondo il portavoce, rappresentava il maggiore pericolo per gli attuali azionisti, i tre uomini d’affari vorrebbero che i tifosi “siano a conoscenza di un’alternativa credibile“, perché cedono di poter garantire una significativa partecipazione, insistendo di avere le carte in regola per poter risollevare le sorti dei Rangers e garantire un futuro stabile. Il portavoce ha poi aggiunto che “si sta facendo tutto il possibile per fare ciò che è giusto per i Rangers e i suoi tifosi” sottolineando la mancanza di reali motivazioni affinché un importante uomo d’affari come Douglas non entri a far parte del board.

Possibilità sostenuta anche dal rappresentante dei tifosi, Chris Graham, che ha sottolineato come “i tre nomi rappresentino quello che i supporters stanno cercando” e che, dopo il no ad Ashley, respingere anche la possibilità legata al trio di investitori sarebbe controproducente.

Fabio Colosimo