Michel Platini ha ribadito di non aver ricevuto “nè un Picasso e neppure un lingotto d’oro“, in cambio del voto per la scelta della sede della Coppa del mondo 2018, assegnata alla Russia, o per l’edizione 2022 che si disputerà in Qatar. Il presidente dell’Uefa lo ha detto alla radio francese ‘Europe 1’. “Sono pulito, non ho ricevuto nè un Picasso, oppure lingotti d’oro, barili di petrolio o partite di gas“, ha detto il capo del calcio europeo.

 “Non so da dove provengano certe voci, nessuno ha mai indagato sul mio conto“, ha spiegato. Le accuse lanciate dal Sunday Timessono del tutto fittizie“, ha fatto notare, considerando “ridicole e prive di fondamento certe voci” pubblicate dal quotidiano, sulla possibilità che Platini possa avere ricevuto un quadro di Picasso in cambio del voto a favore della candidatura della Russia per il torneo iridato 2018.

Alla domanda sulla possibilità che queste voci potessero provenire dall’entourage di Joseph Blatter, presidente della Fifa, Platini ha risposto secco: “Non lo so, c’erano parecchi interessi in gioco, diverse persone avrebbero voluto organizzare un altro Mondiale negli Stati Uniti, piuttosto che in Russia o in Qatar, ma io ho sempre votato con convinzione: se ho scelto di appoggiare Qatar e Russia, l’ho fatto solo perchè volevo che il calcio approdasse in nuovi territori“.

Platini ha poi aggiunto: “Se verranno ravvisati gli estremi della corruzione nella scelta delle sedi, allora si voterà di nuovo“. Infine, l’ex ‘Roì del calcio francese ha sottolineato nuovamente la necessità di portare “aria nuova” in seno ai vertici della Fifa che, dal 1998, è guidata da Blatter.

Quest’ultimo si è candidato per un nuovo mandato (il quinto) alle elezioni presidenziali del maggio 2015. “C’è un rapporto di stima e amicizia con Sepp, sebbene ci siano sempre stati piccoli conflitti tra il presidente dell’Uefa e quello della Fifa, o divergenze di opinione“.

Nella Fifa, però, dovrebbe esserci lo stesso odore di erba tagliata che c’è nell’UEFA”, ha detto Platini che ha ribadito l’intenzione di non appoggiare alcun candidato, fra Blatter e l’antagonista Champagne, ma solo di sperare in una “terza candidatura”. “Anche se – ha ammesso – è difficile che sia in europeo“.

Fabio Colosimo